SEZIONE G

). nie e o e oi a a o o a a a o. e a n ) o e di el ), e, o e e a si o o; e ai, n e e o n A Abeti (gen. Picea) G 173 opera, soprattutto nei travi usati per la costruzione dei tetti, indebolendoli nel corso degli anni fino a causarne la rottura sotto il peso della neve. DIFESA: scortecciamento ed esbosco delle piante abbattute, disinfestazione dei travi da mettere in opera o loro trattamento a pennello con preparati antitarlo a base di piretroidi. Nematino dell abete rosso** (Pristiphora abietina; Imen. Tentred.). Sverna con pupari in mezzo ai detriti presenti alla base delle piante. Gli adulti (bruno-nerastri e con addome giallastro, lunghi 5-6 mm) compaiono all apertura delle gemme e le femmine depongono le uova in mezzo ai primordi degli aghi. Le larve (lunghe circa 6-8 mm e fondamentalmente di colore verde chiaro) scheletrizzano gli aghi e tra la fine di maggio e la metà di giugno, raggiunta la maturità, abbandonano la chioma per imbozzolarsi in mezzo ai detriti e trascorrere l inverno come prepupa in diapausa. La trasformazione in pupa avviene solo un paio di settimane prima del farfallamento degli adulti. DIFESA: sulle giovani piante non ubicate in coniferamenti, nonché su quelle in vivaio, intervento alla ripresa vegetativa, contro le larve neonate, impiegando preparati agenti per contatto e ingestione. Piralide dei coni e dei germogli* (Dioryctria abietella; Lepid. Piral.). Gli adulti (20-30 mm di apertura alare) hanno ali grigio-brune attraversate trasversalmente da due fasce a zig-zag di colore bruno scuro. Le larve (lunghe circa 20-30 mm) infestano i coni, effettuando erosioni interne che danneggiano i semi, e minano l estremità dei germogli, scavando una galleria che raggiunge talora 30 cm di lunghezza. Le suddette possono talora attaccare le galle dell adelgide Sacchiphantes abietis e quelle di Evetria resinella. Dai coni infestati fuoriesce rosura inglobante escrementi larvali. Gli adulti volano da metà maggio a tutto luglio. Le larve, raggiunta la maturità in settembre, si lasciano cadere al suolo, si imbozzolano e si trasformano in crisalidi destinate a svernare. Le larve più precoci possono incrisalidarsi in agosto per cui può avvenire un secondo volo alla fine di settembre, i cui adulti vanno però perduti. DIFESA: non necessaria. Piralide della corteccia*** (Dioryctria sylvestrella; Lepid. Piral.). Gli adulti (28-34 mm di apertura alare) hanno ali grigio-brune, fondamentalmente attraversate da una fascia trasversale distale formata da due archi con concavità rivolta all esterno, marginata di bruno esternamente ed internamente. Le larve, lunghe circa 25-28 mm, sono di colore cereo con sfumature rosate o verdastre, con capo, pronoto e placca anale bruno scuri e aree setifere nere. Compie una generazione all anno con voli in giugno-luglio. Le uova sono deposte in prossimità di ferite, soprattutto quelle derivanti dai tagli dei rami sul tronco. La larva scava, nella zona corticale, una galleria discendente lunga 20 cm e anche più, con copiosa fuoriuscita di resina formante grumi solidificati di colore rosato, inglobanti rosura ed escrementi granulari. In agosto la larva matura scava una cella nella massa resinosa per incrisalidarsi e dare l adulto nell ultima decade di settembre, dopo un paio di settimane. Segue una seconda generazione con larve che raggiungono la maturità al sopraggiungere dei primi freddi o solo nella successiva primavera. Negli ambienti più freddi si svolge una sola generazione all anno con volo degli adulti a partire dall inizio di luglio. DIFESA: rimozione delle larve all interno delle loro gallerie, protezione con paste cicatrizzanti dei tagli di diradamento dei rami inseriti sul fusto. Pissode dell abete rosso** (Pissodes harcyniae; Col. Curcul.). L adulto, lungo 5-6 mm, è bruno-rossastro o nerastro con le elitre interessate da macchie biancastre o giallastre disposte in modo tale da formare due fasce trasversali, delle quali l anteriore è scomposta in tre tacche. Compie una generazione all anno e sverna con pupe o larve. Gli adulti compaiono in primavera più o meno avanzata in funzione dello stadio di svernamento. Le uova sono deposte in gruppi di alcuni elementi nel cimale delle giovani piante o G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 173 G 5/30/18 9:06 AM

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini