SEZIONE G

G 174 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE SPECIALE nella parte inferiore del tronco di quelle adulte, preferibilmente in prossimità dei nodi. Le larve scavano gallerie, tra l anello corticale e il cilindro legnoso, che si irradiano dal punto di ovodeposizione, all estremità delle quali la larva raggiunge la maturità dopo un anno per poi impuparsi all interno di una cella rivestita di fibre legnose. DIFESA: conservazione delle piante in buon stato vegetativo, abbattendo ed esboscando quelle fortemente deperite. Impiego di rami esca, ricavati dai tagli di diradamento, per attirare gli adulti in fase riproduttiva e loro distruzione in inverno per eliminare le covate larvali. Scolitidi*** (Cryphalus abietis, Cryphalus piceae, Dendroctonus micans, Hylastes angustatus, Hylastes ater, Hylastes cunicularius, Hylurgops palliatus, Hylurgops glabratus, Ips sexdentatus, Ips typographus, Orthotomicus laricis, Orthotomicus suturalis, Orthotomicus laricis, Pityogenes bidentatus, Pityogenes bistridentatus, Pityogenes chalcographus, Pityogenes curvidens, Pityogenes pityographus, Pityokteines vorontzovi, Pityokteines spinidens, Tomicus piniperda, Trypodendron lineatus; Col. Scolit.). Le larve scavano gallerie, di forma tipica per ciascuna specie fitofaga (®Abete bianco), che intaccano il lato interno dell anello corticale e il cilindro legnoso. DIFESA: ®Abete bianco. Sfinge* (Hyloicus pinastri; Lepid. Sfing.). La larva è verde, munita di un cornetto bruno all estremità caudale, e presenta aree stigmatiche rosse orlate di bruno e fasce longitudinali bianco-giallastre. Essa compie erosioni sugli aghi producendo danni insignificanti. L adulto (70-80 mm di apertura alare) ha le ali anteriori grigio cenere con disegni sfumati bruno chiari. Compie una generazione all anno con volo degli adulti in maggiogiugno, talora anche in luglio, e sverna allo stato di crisalide libera nel terreno DIFESA: non giustificata. Sirice gigante* (Urocerus gigas; Imen. Siric.). Le larve scavano gallerie nel legno del tronco e completano lo sviluppo nel legno messo in opera. ®Abete bianco per i caratteri dell insetto, la biologia e la difesa. Sirice spettro* (Xerix spectrum; Imen. Siric.). Le larve scavano gallerie nel legno del tronco di piante deperite o già morte. ®Abete bianco per i caratteri dell insetto, la biologia e la difesa. Sirici azzurri* (Sirex juvencus, Sirex noctilio; Imen. Siric.). Le larve scavano gallerie nel legno del tronco di piante deperite o già morte. ®Abete bianco per i caratteri dei due insetti, la biologia e la difesa. Tignola dei coni* (Assara terebrella; Lepid. Piral.). Gli adulti (20-25 mm di apertura ala- re, con ali anteriori fornite di una fascia distale, color cenere, con una fila di punti neri e una banda a zig-zag biancastra parallela al margine costale e spostata verso la radice dell ala) volano in giugno-luglio. Le uova vengono deposte sugli strobili ancora verdi. Le larve (bianche con capo e placca toracica bruni, lunghe fino a 25 mm) danneggiano la parte interna degli strobili. Trascorso l inverno, raggiungono la maturità nella successiva primavera e si incrisalidano entro gli strobili rimasti sulla pianta o caduti a terra. DIFESA: non opportuna. a Ragnetto verde delle conifere** (Oligonychus ununguis; Acar. Tetranich.). un acaro fondamentalmente di colore verde oliva e con la parte anteriore giallo aranciata, con femmine lunghe 0,28-0,34 mm e maschi lunghi 0,2 mm. Lo svernamento avviene allo stato di uova (di colore rosso-aranciato) deposte, dalla metà di settembre all arrivo dei freddi invernali, sulla corteccia dei rametti apicali. Queste si schiudono a partire dalla G02_1_Fitopatologia,Entomologia.indd 174 5/30/18 9:06 AM fi n r a b f C S s p D n in d r in e p n n c m fu c M A d m s m fi A m s e M a a t M ti M S r (

SEZIONE G
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AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini