G.1 PARTE GENERALE

G 6 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE G.1 Parte generale Le avversità responsabili delle varie malattie, delle alterazioni e dei danneggiamenti che colpiscono le piante appartengono a categorie assai differenti, comprendenti sia organismi viventi sia agenti submicroscopici (virus e viroidi). Li consideriamo suddivisi nei seguenti gruppi: insetti; acari; nematodi; crostacei terrestri; miriapodi; gasteropodi; uccelli; mammiferi; funghi; batteri; virus; viroidi; fitoplasmi; fanerogame parassite; anormali condizioni pedoclimatiche. 1. Insetti La classe degli insetti (Insecta) appartiene al phylum degli Artropodi e comprende specie di varie dimensioni, forme e colori, viventi negli ambienti più svariati a spese di organismi vegetali e animali e dei diversi organi delle piante o di sostanze da queste derivate. 1.1 Morfologia esterna. Il corpo dell insetto è interamente rivestito da una guaina continua (esoscheletro o tegumento), più o meno spessa, tenera o indurita, ma con parti molli e pieghevoli per consentire i necessari movimenti, costituente la struttura protettiva del corpo dell insetto. Il corpo si presenta suddiviso in 3 parti: capo, torace, addome. 1.1.1 Capo. costituito da una capsula cefalica, nella quale si distinguono due occhi, gli ocelli (tre, meno frequentemente due oppure assenti del tutto), un paio di antenne di varia conformazione, sedi di organi sensoriali, e un apparato boccale costituito da pezzi (gnatidi) che consentono la presa e l ingestione del cibo. L apparato boccale tipico è quello masticatore, composto da labbro superiore, un paio di mandibole, uno di mascelle e labbro inferiore. Le mandibole sono due pezzi sclerificati di forma subpiramidale, articolati con il cranio e adatti a triturare. Le mascelle sono appendici più allungate e meno sclerificate, composte da alcuni pezzi dei quali il primo (cardine) è articolato con la capsula cefalica, seguito dallo stipite che porta lateralmente un appendice (palpo) e distalmente due lobi (uno esterno, o galea, ed uno interno o lacinia). Il labbro inferiore si compone di diversi pezzi comprendenti una parte posteriore, o postmento (composta da un pezzo prossimo alla capsula cefalica, o submento, e da uno distale o mento), e una parte distale, o premento, fornita di due palpi labiali e di due coppie di lobi (interni o glosse, ed esterni o paraglosse) che possono fondersi con quelli della coppia interna e costituire la ligula. Nell interno della cavità boccale si trova talora un organo (lingua); nel retro si trova la prefaringe che divide la cavità boccale in una parte anteriore (cibario) e in una posteriore (salivario). In seguito a trasformazioni dei diversi pezzi boccali, dal suddetto apparato boccale masticatore ne sono derivati altri: masticatore-lambente; lambente-succhiante; perforante o succhiatore-pungente; succhiatore non pungente (lambente); succhiante-lambente. Apparato masticatore-lambente (tipico delle vespe). Presenta il labbro superiore libero o fisso con il clipeo, le mandibole seghettate e in grado di lacerare i tessuti dei frutti e perfino la corteccia dei rametti, le mascelle molto allungate, il labbro inferiore con le due glosse allungate e fuse alla base per formare la ligula, destinata a lambire i succhi fuoriusciti dai tessuti lacerati. G01_1_Fitopatologia.indd 6 15/06/18 09:22 A m la r la il A s a la p h m e e d A g te s m d s d A te a 1 r c p a il lo p m b m m te 1 l le ( te

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini