1.2 Anatomia e fisiologia

G 8 AVVERSIT E DIFESA DELLE COLTURE - PARTE GENERALE L ovopositore può subire modificazioni morfologiche, divenendo estroflettibile e sclerificato, atto a perforare i tessuti per deporre entro questi le uova, nel qual caso diviene un ovopositore di sostituzione. In alcuni insetti (es. imenotteri terebranti) l ovopositore è stilettiforme e molto allungato (terebra); in altri ha perduto la sua funzione di ovodeposizione e si è trasformato in organo di difesa e offesa (aculeo), come negli imenotteri vespoidei e apidi. d e a Antenne Occhi Ocelli 1 d te c r ti CAPO Collo Protorace Mesotorace TORACE Ali anteriori Coxa Metatorace Trocantere Femore te v v a Ali posteriori Tibia Zampe ADDOME Tarso 1 z c tr c a m c q Cerci b Aorta Cerebro Tubi malpighiani Cuore Ingluvie Ventriglio Ostioli del cuore Esofago Proctodeo Retto Apertura anale Labbro sup. Mandibole Mascelle Stomodeo Labbro inf. Catena gangliare Mesentere Ovari Ovidutti Gonapofisi FIG. 1.1 Rappresentazione schematica morfologica e anatomica di un insetto: (a) insetto adulto visto dorsalmente con le indicazioni delle principali componenti del corpo. (b) disposizione degli organi in un insetto adulto, visto in sezione sagittale. 1.2 Anatomia e fisiologia 1.2.1 Apparato tegumentale. Il tegumento, o esoscheletro, si compone di diversi strati che, procedendo dall esterno verso l interno, sono rappresentati da cuticola, epidermide e membrana basale. La cuticola è composta di tre strati: epicuticola, esocuticola ed endocuticola. Nell epicuticola si distinguono uno strato lipoproteico esterno, o cemento, uno sottostante ceroso e uno cuticolinico costituito da lipoproteine originariamente molli e successivamente indurite in seguito a processi di tannizzazione. L esocuticola è composta da una scarsa quantità di chitina (acetato di glucosamina) e in gran parte da proteine tannizzate. G01_1_Fitopatologia.indd 8 im v L la te 15/06/18 09:22 ta s tr fo il c e p m a to s p

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini