G.1 PARTE GENERALE

GI SEZIONE G - Avversità e difesa delle colture

GII

GIII Presentazione

G1 Indice della Sezione G

G2

G3

G4

G5

G6 G.1 PARTE GENERALE

G7 1.1.2 Torace

G8 1.2 Anatomia e fisiologia

G9 1.2.2 Sistema muscolare

G10 1.2.4 Sistema circolatorio

G11 1.2.6 Sistema nervoso

G12 1.2.9 Sistema riproduttore

G13 1.3 Classificazione

GT1 Tav. G1 - Agenti di danno (segue pag. 13)

GT2

GT3 Tav. G2 - Agenti di danno (segue pag. 13)

GT4

G14 1.3.2 Esapoda-Insecta (Ordini)

G15

G16

G17 2. Acari

G18 3. Nematodi

G19 4. Isopodi

G20 6. Gasteropodi

G21 8. Mammiferi

G22 9. Protozoi, Cromisti e Funghi

G23 9.3 Fungi o Eumycota

G24 9.3.1 Phylum Blastocladiomycota (classe Blastocladiomycetes)

G25 9.3.2 Phylum Chytridiomycota (classi Chytridiomycetes e Monoblepharidomycetes)

GT5 Tav. G3 - Cicli biologici di Protozoa, Chromista e fungi (segue pag. 25)

GT6

GT7 Tav. G4 - Cicli biologici di Protozoa, Chromista e fungi (segue pag. 25)

GT8

G26

G27

G28

G29 9.3.5 Phylum Basidiomycota (Basidiomycetes)

G30

G31

G32

G33

G34 9.3.6 Funghi anamorfici (gruppo informale)

G35

G36 9.3.7 Patogenesi delle malattie fungine

G37

G38

G39 9.3.8 Concetto di aggressività del patogeno e sensibilità dell’ospite

G40

G41 9.3.9 Manifestazione dei sintomi ed esito della malattia

G42 9.3.10 Endemia ed epidemia

G43 9.3.12 La difesa delle piante dalle malattie fungine

G44

G45

G46 10.1 Sintomatologia

G47

G48 10.2 Patogenesi

G49 10.2.2 Incubazione

G50 10.4 Tassonomia

G51

G52

G53

G54 10.5 Batteri vascolari fastidiosi

G55 10.7 Difesa delle piante dalle malattie batteriche

G56 11.1 Tassonomia

G57 11.2 Modo di trasmissione dei fitoplasmi

G58 11.3 Sintomatologia e diagnosi

G59 12. Virus

G60

G61

G62

G63 12.2 Costituenti dei virus

G64 12.3 Struttura e forma dei virus

G65 12.4 Il processo d’infezione virale

G66 12.5 Modi di trasmissione dei virus

G67

G68

G69

G70

G71 12.6 Sintomatologia

G72 12.7 Identificazione dei virus

G73 12.8 Epidemiologia e mezzi di lotta

G74

G75

G76

G77 12.9 Caratteristiche di alcuni generi di virus

G78

G79 13. Viroidi

G80

G81

G82 14. Piante parassite

G83 15. Anormali condizioni pedoclimatiche

G84 16. Strategie di difesa contro le avversità delle colture

G85 16.2 Interventi genetici

G86

G87 16.3 Interventi manuali o meccanici

G88 16.5 Interventi biologici

G89 16.6 Interventi con attrattivi feromonici

G90 16.6.1 Interventi con attrattivi alimentari

G91 17. Agrofarmaci

G92 17.1 Nomenclatura

G93

G94

G95 17.3 Formulazioni miste

G96 17.4 Miscibilità degli agrofarmaci

G97

G98 17.7 Resistenza agli agrofarmaci

G99 18. Fungicidi e battericidi

G100 18.1 Modalità e meccanismi d’azione

G101 18.1.1 Inibitori della respirazione cellulare

G102 18.1.3 Inibitori della sintesi degli acidi nucleici

G103 18.3 Prodotti utilizzati per la difesa da funghi e batteri

G104

G105 18.3.2 Composti di origine vegetale (e/o animale)

G106 18.3.3 Composti di sintesi

G107

G108

G109

G110

G111

G112

G113

G114

G115 18.3.4 Prodotti microbiologici

G116

G117 19. Insetticidi, acaricidi, nematocidi, molluschicidi e rodenticidi

G118 19.1.1 Caustici, asfissianti, antifissativi

G119

G120 19.1.3 Modulatori dei recettori rianodinici delle fibrocellule muscolari

G121 19.1.4 Attivi sulla respirazione cellulare

G122 19.1.6 Disgregatori intestinali

G123 19.3 Prodotti utilizzati per la difesa dagli insetti

G124 19.3.2 Composti di origine vegetale

G125 19.3.3 Composti di sintesi (ad azione neurotossica)

G126

G127 19.3.4 Carbammati

G128

G129 19.3.6 Ossadiazine

G130 19.3.7 Neonicotinoidi

G131

G132 19.3.9 Inibitori della biosintesi lipidica

G133 19.3.11 Composti di origine microbiologica

G134 19.3.13 Semicarbazoni

G135 19.4 Acaricidi

G136 19.4.1 Acidi tetronici

G137 19.5 Nematocidi

G138 19.5.3 Fosforganici

G139 19.5.6 Composti di origine vegetale

G140 19.6.3 Limacidi biologici

G141 20. Disinfezione e disinfestazione del terreno

G142 20.2 Mezzi chimici

G143 21. Disinfezione e concia delle sementi

G144 21.2 Concia insetticida

G145 23. Trattamenti post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi

G146 23.1 Mezzi fisici

G147 23.1.5 Depurazione etilenica

G148 23.2 Mezzi chimici

G149 23.3 Mezzi biologici

G150 24. Malattie biotiche e abiotiche delle produzioni vegetali conservate

G151 25. Protezione e disinfestazione dei cereali immagazzinati

G152 26. Prevenzione dall’intrusione di infestanti nei locali di trasformazione degli sfarinati

G153 27. Protezione delle ferite

G154 28. Interventi su insetti e altri agenti infestanti dell’ambiente urbano

G155 29.2 Difesa dagli eccessi di caldo e luminosità

G156 30.1 Aeromobili

G157 31.1 Impiego di rilevatori sui mezzi di locomozione a terra

G158

G159

G160

G161

SEZIONE G
SEZIONE G
AVVERSITÀ E DIFESA DELLE COLTURE
Le piante coltivate sono soggette a molteplici fattori che interferiscono con il loro sviluppo vegetativo e produttivo e quindi necessitano di opportune strategie di difesa.Nella maggior parte dei casi ciò è dovuto a fenomeni di competizione da parte di altre entità viventi che si sono evolute insieme alle piante e con esse instaurano uno stretto rapporto di convivenza di tipo trofico-parassitario. In pratica, pur non potendo trascurare altri tipi di alterazioni, come quelle causate da fattori ambientali o da squilibri fisiologici, l’uomo agricoltore ha sempre dovuto fare i conti con molteplici avversità biotiche di varia natura e il problema si è progressivamente acuito con l’intensificazione delle tecniche agronomiche (monocoltura, fertilizzazione, irrigazione, ecc.) che hanno reso l’equilibrio degli agroecosistemi sempre più sbilanciato a favore delle specie competitrici, grazie anche all’abbondanza di substrati nutritivi. La notevole disponibilità di mezzi di lotta chimica (nell’era moderna), ha fornito un contributo fondamentale per la difesa dai parassiti, ma non ha del tutto risolto il problema, sia per la crescente aggressività e adattabilità delle specie dannose, sia per gli effetti secondari negativi della difesa chimica su uomo, piante e ambiente. Pertanto, la gestione delle avversità biotiche delle colture è diventata sempre più impegnativa e le difficoltà si sono ulteriormente accentuate negli ultimi decenni, con l’aumentata sensibilità ecologica della società, che ha anche portato all’emanazione di stringenti normative sull’uso dei prodotti agrofarmaceutici di natura chimica.Oggi si può osservare che la difesa fitosanitaria ha perso il carattere di pratica accessoria e ripetitiva e ha assunto un ruolo centrale nell’ambito delle scelte agrotecniche, richiedendo crescenti competenze da parte degli operatori, allo scopo di razionalizzare l’impiego dei mezzi tecnici, anche nell’ottica della sostenibilità ambientale. Tale evoluzione ha condizionato anche l’impostazione della presente Sezione G del Manuale, in cui si è cercato di fornire un quadro quanto più possibile aggiornato del settore fitoiatrico in relazione sia agli aspetti introduttivi della difesa (Parte generale), sia alla gestione specifica delle singole avversità per ogni coltura trattata (Parte speciale); qui, lo sviluppo dei contenuti procede in ordine alfabetico di coltura e, per ogni coltura, le avversità sono organizzate per tipologia (identificata da apposita simbologia come di seguito specificato: es. i – insetti;… v – virus; ecc.) e contrassegnate con zero, uno, due, o tre asterischi (*) a seconda del loro crescente grado di pericolosità e diffusione. Per ciascuna avversità è proposta una dettagliata sintesi delle attuali conoscenze bio-epidemiologiche con lo sviluppo degli indirizzi di lotta, compresa l’indicazione degli agrofarmaci utilizzabili.A questo riguardo, è sempre opportuno raccomandare che per la scelta di sostanze attive o formulati, data la continua evoluzione normativa di settore, è necessario fare riferimento all’effettiva disponibilità legale al momento del loro utilizzo.Coordinamento di Sezione e realizzazioneAgostino Brunelli, Marina Collina, Luciano Giunchedi, Aldo Pollini