1.7.4 Corna

ni il e . li ao. i. no o ci ti di e e na- a i, o ). coa oo ti e auo e, ei o ie, APPARATI E FUNZIONALIT H 19 atte alla produzione di sebo. Le ghiandole sudoripare, dette anche a gomitolo, sono di tipo tubulare semplice e possono essere distinte in apocrine e merocrine. Le ghiandole sudoripare apocrine sboccano nei follicoli piliferi mentre le ghiandole sudoripare merocrine si aprono direttamente sulla superficie cutanea. Il sudore da esse prodotto svolge tre funzioni importanti: in primis veicola all esterno dell organismo sostanze di rifiuto, contemporaneamente mantiene umettata la cute e infine gioca un ruolo nel meccanismo della termoregolazione. Le ghiandole sebacee possono essere alveolari semplici o ramificate a secrezione olocrina. Il loro secreto, detto sebo, viene riversato nel follicolo pilifero conferendo flessibilità ai peli e allo strato corneo, ma soprattutto una volta distribuitosi sulla cute svolge una funzione protettiva e di resistenza all acqua. 1.7.4 Corna. Sono formazioni cheratinizzate che rivestono i processi cornuali delle ossa frontali e sono tipiche dei ruminanti. Esse possono essere permanenti o caduche e la loro forma può variare da specie a specie, ma anche da razza a razza. 1.7.5 Unghie. Sono produzioni cornee che rivestono le estremità delle dita. La loro funzione varia a seconda della specie. Nei carnivori prende forma di cornetto ricurvo, detto artiglio, e servono all animale come arma di difesa/offesa. Negli ungulati esse fungono anche da sostegno e sono dei veri propri astucci cornei; prendono il nome di zoccolo negli equidi, unghioni nei bovidi e unghielli nei suidi. 1.7.6 Zoccolo. una scatola cornea prodotta dagli strati malpighiani dell epidermide, in crescita continua. All interno della scatola cornea si trovano il derma ungueale (ricco di vasi e terminazioni nervose), la terza falange e le annesse cartilagini alari, la parte distale della seconda falange, l osso navicolare, la seconda articolazione interfalangea e il cuscinetto digitale. Esternamente, invece, si distinguono la parete, la suola e il fettone. La parete ha forma di lamina semilunare a concavità posteriore con le estremità ripiegate all interno e indietro. possibile dividerla in cinque zone: la punta (impari e mediana), posta anteriormente, seguita su entrambi i lati dalla mammella, il quarto, il tallone e la barra o puntello. Internamente, in corrispondenza del margine prossimale, è presente un solco orizzontale finemente cribrato, denominato solco coronarico. Il margine distale (o soleare), invece, prende rapporto con la suola tramite una zona più chiara, detta zona bianca. Strutturalmente la parete si compone di tre strati: lo strato esterno, lo stato medio e lo stato interno. Il primo, sottile e di corno molle, si usura con gli anni riducendosi a un anello che contorna il margine prossimale della parete e i glomi del fettone, prendendo il nome di benda perioplica. Lo strato medio è formato da tubi cornei orientati in senso prossimo-distale ed è il più cospicuo. Lo stato interno, invece, è costituito da circa 600 lamine, parzialmente cheratinizzate, che si interdigitano con altrettante lamine connettivali del sottostante corion. La suola costituisce la parte soleare dello zoccolo; è a forma di V (aperta caudalmente) e presenta una faccia convessa e cribrata, e una esterna e concava. Il fettone è un cuneo corneo incastrato tra la V della suola e le barre. Sulla faccia interna cribrata, è presente un rilievo mediano, detto cresta del fettone, che corrisponde sulla faccia esterna a una lacuna, delimitata latero-posteriormente da due rilievi globosi, i glomi del fettone. H01-2_AnatomoFiologica.indd 19 H 14/06/18 19:11

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti