SEZIONE H

H 22 ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE - RICHIAMI DI ANATOMIA E FISIOLOGIA... Il dartos è uno strato di tessuto connettivo ricco di fibre morbide ed elastiche e di cellule muscolari lisce, strettamente adese alla faccia profonda della pelle. Mentre lo scroto è un unico sacco comune ai due testicoli, il dartos forma due sacchi distinti che circondano completamente ciascun testicolo. Medialmente i due sacchi prendono contatto l uno con l altro formando il setto dello scroto, mentre dorsalmente essi circondano la radice del pene, infine le due lamine terminano sul tendine prepubico. I testicoli sono organi pari, distinti in destro e sinistro, di forma ovoidale, contenuti nella borsa cutanea detta scroto. La posizione dello scroto varia da specie a specie, così come la posizione dei testicoli al suo interno. Il testicolo destro solitamente si trova più in alto rispetto al sinistro. La loro consistenza varia da soggetto a soggetto e in base allo stato fisiologico. Il testicolo è avvolto da una capsula fibrosa di colore biancastro, detta albuginea, da cui si dipartono dei setti che suddividono il tessuto testicolare in lobuli. Tali setti terminano al centro dell organo su uno zaffo connettivale, detto mediastino testicolare o corpo di Higmoro. Nei lobuli si trovano le strutture specifiche del testicolo, ovvero i tubuli seminiferi e il tessuto ghiandolare interstiziale. I tubuli seminiferi, in prossimità del polo capitato del testicolo, si anastomizzano formando la rete testis, dalla quale originano i tubuli efferenti che escono dal testicolo. Come precedentemente detto, le vie spermatiche possono essere suddivise in epididimo, deferente e dotto eiaculatore. L epididimo è un lungo condotto, aderente al testicolo, ripetutamente ripiegato su se stesso, interposto tra la rete testis e il dotto deferente. Esternamente è ricoperto da una tonaca albuginea, ricoperta a sua volta dalla sierosa vaginale. L epididimo può essere suddiviso in una testa, un corpo e una coda. La testa, che rappresenta la parte più espansa, aderisce al polo capitato del testicolo e deriva dalla convergenza dei condottini efferenti. Alla coda fa seguito il deferente, un lungo condotto pari che rappresenta la continuazione del canale dell epididimo e connette quest ultimo all uretra pelvica. Nel tratto iniziale il suo andamento è piuttosto tortuoso, mentre successivamente diviene rettilineo. Raggiunto l anello inguinale profondo, si introduce nella cavità addominale e piega successivamente verso quella pelvica. La parte immediatamente preterminale del dotto si presenta più o meno ispessita a formare l ampolla del dotto deferente e la sua terminazione avviene con l ostio eiaculatore. Le ghiandole annesse all apparato genitale maschile sono le cosiddette ghiandole vescicolari, la prostata e le ghiandole bulbo-uretrali; hanno la funzione di produrre quelle sostanze che entrano nella formazione dello sperma. Sono in rapporto con l uretra pelvica e riversano il loro secreto al suo interno. Il pene è l organo copulatore maschile; in esso si distinguono un estremità prossimale fissa, detta radice del pene, un corpo e una estremità distale libera che termina con il glande. Le principali costituenti del pene sono l uretra spongiosa, i corpi cavernosi e il corpo cavernoso del glande. L uretra spongiosa è la continuazione dell uretra pelvica. I corpi cavernosi del pene, in numero di due, sono una formazione erettile che permette al pene di acquisire consistenza in modo da poter essere introdotto nelle vie genitali femminili. Essi prendono inserzione sull arcata ischiatica formando i pilastri H01-2_AnatomoFiologica.indd 22 14/06/18 19:11 d u g l A d r p z a ta e p n u c c e

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ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti