13. Inseminazione artificiale

e o a à, un o oo, si ne to 2- ail ne a a a il aa a e i, o. o, o a di o a li di ai. INSEMINAZIONE ARTIFICIALE H.9 H 273 13. Inseminazione artificiale In avicoltura l impiego dell inseminazione artificiale (IA) è iniziato durante l industrializzazione del settore quando, sulla spinta della crescente richiesta di carne avicola da parte del mercato, l opera di selezione ha mirato ad accelerare e ad accrescere le capacità produttive degli animali, puntando a migliorare gli incrementi ponderali e le rese in carne. Pertanto, il progresso produttivo che ne è derivato ha utilizzato la IA quale strumento di diffusione del patrimonio genetico di maschi con ottime caratteristiche genetiche. Questa tecnica consente di utilizzare un ridotto numero di maschi per inseminare un elevato numero di femmine e, inoltre, di poter mantenere i riproduttori nelle condizioni più appropriate a ciascun sesso, favorendo l estrinsecazione piena del loro potenziale genetico e permettendo altresì di attuare uno specifico razionamento alimentare. L inseminazione artificiale, oltre a costituire un efficace strumento per il miglioramento genetico, permette di superare alcuni problemi riproduttivi quali la mancata copula per accentuato dimorfismo sessuale (tacchino da carne, polli nanizzati), incompatibilità anatomiche e/o comportamentali, competizione fra i maschi e/o preferenze sessuali fra i riproduttori (faraona). Il ricorso alla IA è diventato una tecnica di routine nell allevamento industriale del tacchino da carne, in quanto il lavoro di selezione ha generato il cosiddetto tacchino gigante a doppio petto , in cui il notevole sviluppo assunto dal petto e l elevato dimorfismo sessuale (il maschio pesa mediamente 30 kg e la femmina 12 kg) rendono la copula difficile e provocano una ipofecondità dovuta a fattori meccanici durante il tentativo di monta. L inseminazione artificiale presuppone la scelta dei riproduttori da cui si effettua la raccolta dello sperma. La tecnica utilizzata per il prelievo del seme è quella del massaggio della regione dorso caudale e addominale, seguito da una spremitura dell ultimo tratto dei dotti deferenti e delle papille dell organo copulatore. Il materiale seminale è aspirato tramite una cannula in una provetta. La quantità di sperma raccolto dipende oltre che da fattori legati alla specie (tacchino 0,2-1 ml; faraona 0,02-0,2 ml; gallo 0,4-0,8 ml), alla razza e all individuo, anche dalla frequenza dei prelievi e dall abilità degli operatori. Il materiale seminale generalmente utilizzato per la IA nell allevamento industriale è il prodotto di più eiaculati, in modo da ridurre gli effetti di eventuali deficienze qualitative individuali. Esso viene trattato con opportuni diluenti (rapporto di diluizione 1:1) al fine di facilitare la manipolazione del seme, assicurare la sopravvivenza degli spermatozoi in vitro e permettere di effettuare l inseminazione di un numero elevato di femmine. Poiché allo stato attuale non si riesce a preservare le caratteristiche spermatiche e la capacità fertilizzante del seme avicolo nel tempo, a differenza di quanto si verifica in altre specie (bovina), il seme è utilizzato fresco, cioè entro 45 minuti dalla raccolta e mantenuto alla tempera- FIG. 9.15 Raccolta del materiale seminale del tacchino mediante tura di 15-20 °C. L inseminazione vera e aspirazione. H09_Avicoltura.indd 273 H 5/30/18 12:03 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti