14.2 Incubatoio

mà o 06 o en di io n n- ae e tr si o o a o e r e e e e Si o io ao o e li e. n o o INCUBAZIONE DELLE UOVA TAB. 9.27 H 275 Principali disinfettanti chimici impiegati per la disinfezione delle uova e dei locali di incubazione Famiglia Nome prodotto Aldeidi Formalina (40%) Gluteraldeide Paraformaldeide Formalina + permanganato Fenoli e derivati Fenoli Cresoli Clorofenoli Composti a base di cloro Ipocloriti Cloruro di calce Biossido di cloro Composti a base di iodio Iodofori Composti a base di ossigeno Ozono (gas) Composti quaternari Sali di ammonio Alcali Soda caustica Settore di applicazione Concentrazione Ambiente 1-2% Ambiente 2% Ambiente 2 g/m2 Ambiente 20 ml (al 40%) 110 g/m3 Ambiente Ambiente 3-5% Ambiente 3-5% Ambiente e uova 200-1.000 ppm Ambiente 3-5% Ambiente e uova 3-10 ppm Ambiente e attrezzature 100-150 ppm Ambiente 1-1,5% Ambiente e attrezzature 300-500 ppm Uova 200 ppm Ambiente 5-8% invece considerati battericidi ossidanti a elevata efficacia, anche nei confronti di virus, parassiti e forme sporigene: le concentrazioni normalmente utilizzate sono pari a 100150 ppm per l ipoclorito e 5-10 ppm per il biossido di cloro. I disinfettanti utilizzati per via gassosa sono la formaldeide e l ozono. La formaldeide è un efficace battericida perché reagisce sia con le proteine nucleiche sia con quelle non nucleiche; quindi attacca anche le proteine delle membrane batteriche. Il massimo della sua efficacia si ottiene se usata come gas che si libera quando il prodotto viene scaldato oppure mescolando formalina a permanganato di potassio (KMnO4), che funge da attivatore della formaldeide. La disinfezione dovrà essere protratta per 20 minuti utilizzando 20 g di formalina al 40% e 10 g di permanganato di potassio per metro cubo del locale contenente le uova. Sebbene la sua efficacia sia stata ampiamente dimostrata da numerosi ricercatori, se ne sconsiglia l impiego per l elevato effetto irritante delle mucose degli operatori e perché ritenuta potenzialmente cancerogena. L ozono è un efficace agente disinfettante, se usato a concentrazioni di 100 ppm. Dopo la disinfezione le uova vengono conservate per tempi variabili da 2 a 4 giorni o anche per più di 7 giorni in ambienti con temperature (14-18 °C) e umidità controllate (max 70%) per evitare l evaporazione dell acqua e soprattutto per bloccare lo sviluppo embrionale, il quale si riattiverà nella fase di incubazione. All aumentare dei tempi di conservazione, si registra una riduzione della percentuale di schiusa variabile dal 3 al 10%. H 14.2 Incubatoio. L incubatoio deve essere costruito con materiali durevoli, con un potere coibente elevato in grado di garantire il massimo isolamento termico, ed essere provvisto di pareti facilmente lavabili e resistenti a detergenti e disinfettanti. Esso è costituito da quattro sezioni cui si aggiungono i locali di servizio (lavaggio carrelli, deposito materiali, servizi igienici e spogliatoi, sala impianti). Nella prima sezione sono collocati i locali per il ricevimento, selezione, disinfezione e stoccaggio delle uova. Le uova che provengono dagli allevamenti di riproduttori vengono controllate e sono scartate quelle non ritenute adatte all incubazione, seguendo i medesimi criteri di selezione adottati in allevamento. Le uova vengono riposte in vassoi sovrapposti contenuti in carrelli (Fig. 9.16) posizionando il polo ottuso verso l alto. La disinfezione delle uova è ripetuta H09_Avicoltura.indd 275 5/30/18 12:03 PM

SEZIONE H
SEZIONE H
ZOOTECNIA E ALLEVAMENTO ANIMALE
I contenuti afferenti alla Zootecnia, e agli allevamenti in generale, si compongono di diverse parti, fra loro complementari, e il cui studio dovrebbe seguire un ordine cronologico. Posta a priori la conoscenza dei principali elementi di anatomia e fisiologia animale, di cui in questa Sezione del Manuale dell’Agronomo abbiamo previsto un semplice schema iniziale e riepilogativo, le diverse parti che compongono la struttura dei contenuti sono definite nel seguente percorso.La Zoognostica, che attraverso la valutazione morfo-funzionale individua i soggetti più adatti alle svariate funzioni richieste (una fra tutte, la riproduzione finalizzata al miglioramento della razza).La Genetica e il Miglioramento genetico (trattati unitamente alla Genetica agraria nella Sezione B di questo Manuale) forniscono gli elementi per conoscere e valorizzare il comportamento ereditario dei caratteri.L’alimentazione e la nutrizione circoscrivono le informazioni necessarie a definire e predisporre una corretta razione alimentare.La Zootecnia speciale definisce infine i mezzi per ottimizzare le produzioni con idonee tecniche di allevamento per ciascuna specie animale considerata.Inoltre, ostetricia e ginecologia, malattie e profilassi veterinaria, identificazione e benessere animale definiscono e completano l’ambito operativo dell’intero comparto.Oltre all’allevamento delle specie di maggiore interesse e diffusione (bovini, suini, equidi, ovicaprini, avicunicoli), sono esposte le tecniche di acquacoltura, per i pesci di maggior interesse, e l’allevamento di svariate specie minori e alternative (struzzo, selvaggina, ungulati). Sono proposte in questa Sezione anche le tecniche di apicoltura, bachicoltura ed elicicoltura.Nel testo, sono numerosi anche i riferimenti trasversali e i rimandi ad altre Sezioni (es. Costruzioni rurali, ecc.), per una visione più ampia e completa degli argomenti esposti.Coordinamento di SezioneAdalberto FalaschiniRealizzazione e collaborazioniMaurizio Bianchi, Claudio Cavani, Stefania Dall’Olio, Claudio De Fanti, Giorgio Della Vedova, Jorgelina Di Pasquale, Michele Drigo, Adalberto Falaschini, Achille Franchini, Franco Frilli, Adele Meluzzi, Attilio Mordenti, Oliviero Mordenti, Federico Morimando, Paolo Parisini, Daniela Pasotto, Mario Pietrobelli, Marco Ragni, Federico Sirri, Maria Federica Trombetta, Domenico Ugulini, Arcangelo Vincenti