2.3 Velocità angolare e periferica

L 10 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RICHIAMI DI FISICA APPLICATA 2.3 Velocità angolare e periferica. QuanVpB do la traiettoria è descritta da una circonferenza, v il moto è detto circolare (o rotatorio). Anche in B VpA questo caso il moto è uniforme quando il punto materiale sulla circonferenza percorre angoli 40 cm A uguali in tempi uguali. Rispetto ai moti rettilinei, si impone un leggero cambio di terminologia. Si RA 60 cm deve distinguere, infatti, tra angoli percorsi e RB spazi percorsi . Questi ultimi dipendono, a parità di angolo percorso, dal raggio della circonferenza. La velocità angolare esprime il rapporto tra l angolo relativo all arco di circonferenza, a, percorso dal punto e l intervallo di tempo, t, richiesto per FIG. 1.1 I concetti di velocità angolare e velocità periferica. svolgere tale percorso (Fig. 1.1). Nel sistema SI gli angoli si misurano in radianti (rad); tale unità esprime il rapporto tra la lunghezza dell arco sotteso dall angolo e la misura del raggio R della circonferenza. In definitiva, pertanto, nel sistema SI la velocità angolare v si misura in rad/s. Per l angolo giro la misura in radianti corrisponde a a 5 2 p R/R 5 2 p e l intervallo di tempo richiesto per compiere a è detto periodo, T (s). In tal caso: v5 a 2p 5 t T 2#p#n 5 0,105 # n 60 2#p#R 5v#R T 2.4 Slittamento. La velocità periferica è essenziale per definire il concetto di slittamento (Fig. 1.2). Questo fenomeno si verifica tra due corpi, almeno uno dei quali in movimento, il cui contatto dovrebbe avvenire attraverso il perfetto rotolamento della superficie dell uno sull altro. Si ha slittamento ogniqualvolta si osserva un parziale, o integrale, strisciamento tra le due superfici. Nel caso più semplice, si pensi ad una ruota che rotola sul terreno. La ruota converte in moto rettilineo il proprio moto rotatorio attraverso il contatto col terreno. L01_FisicaApplicata.indd 10 il Infine, per quanto detto, la velocità legata alla variazione degli spazi percorsi è detta velocità periferica (Vp , in m/s) ed è data da: Vp 5 p p te n a c c n e s m Nella pratica, tuttavia, si esprime abitualmente la velocità angolare come numero di giri n che un punto descrive sulla circonferenza in un tempo t 5 60 s (cioè 1 minuto). Tale grandezza è meglio conosciuta come regime di rotazione, ed è espressa in giri al minuto. Per la conversione tra v e n vale la relazione: v5 fe a lo a 6/14/18 4:56 PM 2 z s s tr In c c m a z

SEZIONE L
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L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna