2.6.3 Calcolo della pioggia efficace

L 100 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Moto turbolento. Un aumento della scabrezza della superficie di scorrimento o dell al- tezza dello strato di detenzione tende a provocare la formazione di mulinelli e, di conseguenza, la transizione a moto turbolento. La velocità in condizioni di moto turbolento può essere descritta mediante l equazione di Chezy: V 5 kS 1/2R 2/3 dove [k] è il coefficiente di Gauckler-Strickler che esprime la scabrezza della superficie di scorrimento e [R] è il raggio idraulico. Sempre in riferimento alla striscia di larghezza unitaria, e quindi sostituendo [R] con [Y]: q0 5 kS 1/2 Y 5/3 equazione che può essere semplificata nella: q0 5 b Y 5/3 in cui il coefficiente [b9] è funzione della pendenza e della scabrezza. Moto misto. La regione di transizione del deflusso superficiale da condizioni di moto laminare a condizioni di moto turbolento è stata sperimentalmente identificata, in vari studi, per {Re} compreso tra 1.500 e 6.000. comunque necessario tenere presente che in condizioni naturali la continua variabilità della superficie del suolo, in termini di pendenza e scabrezza, è spesso causa di frequenti cambiamenti nel tipo di moto anche sulla breve distanza. Risulta pertanto conveniente combinare le equazioni del moto laminare e del moto turbolento per esprimere il moto misto: q0 5 KY m dove [K] è un parametro che dipende da pendenza, scabrezza, gravità e viscosità, e l esponente [m] esprime il grado di turbolenza del moto. I due coefficienti sono stati oggetto di numerosi studi sperimentali. Si sono trovati per [m] valori compresi tra 1,0, in condizioni di moto altamente turbolento, e 3,0 per moto tendenzialmente laminare. Spesso si assume [m] pari a 2,0, valore che rappresenta condizioni di moto misto. Per il valore di [K] si è invece trovato un campo di variabilità piuttosto vasto per la probabile influenza di fattori non chiaramente definiti. La stima di [K] può essere effettuata mediante equazioni empiriche del tipo di quella proposta da Holtan: c p a v c d c to p c d tu to z p M s to z n d S 0,5 L0 nella quale [a] è un fattore che varia da 0,10 per superfici incolte a 1,0 per pascoli permanenti in buone condizioni. K 5 1 241 2 240 a 2 2.6.3 Calcolo della pioggia efficace. Con il termine pioggia efficace si intende quella frazione di precipitazione che contribuisce direttamente al deflusso diretto, dato dal deflusso superficiale e dalla frazione più rapida del deflusso ipodermico. Poiché il deflusso diretto coincide con il volume del corpo principale di una piena, è evidente l importanza del calcolo della pioggia efficace ai fini della ricostruzione di piene reali o della definizione della piena di progetto. Esistono numerosi metodi per il calcolo della pioggia efficace, metodi che presentano livelli di complessità diversi. Molto frequente, soprattutto ai fini progettuali, è il tentativo di parametrizzare la pioggia efficace sulle caratteristiche morfometriche, geolitologiche e pedo-vegetazionali del bacino. Metodo del coefficiente di deflusso. Il coefficiente di deflusso [C ] è dato dal rapporto tra il volume defluito dal bacino in un dato intervallo di tempo (che coincide con la pioggia efficace) e il relativo afflusso (costituito dalla precipitazione totale). In realtà il concetto di coefficiente di deflusso può essere ampliato anche su base pluriennale, annuale, stagionale, mensile o decadica ma, relativamente al calcolo della pioggia effica- L02_2_Idrologia.indd 100 5/31/18 8:09 AM z s m p g s

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna