SEZIONE L

I leo e a e e o ri e di e o e ti 0, e. r aa li e o il e o a e, e ra il na- IDROLOGIA L 101 ce, si fa riferimento al singolo evento di piena. Nei calcoli per la trasformazione afflussi-deflussi il coefficiente di deflusso viene assegnato in base alle caratteristiche lito-pedologiche e di uso del suolo del bacino. A ogni zona del bacino con caratteristiche omogenee viene assegnato un valore di [C ]. La media dei valori, pesata sulle aree delle zone omogenee, costituisce il coefficiente di deflusso da assegnare al bacino. Il metodo trova tutt ora larghissimo impiego, soprattutto nelle applicazioni della Formula Ra- FIG. 2.66 Formazione del deflusso con il metodo SCS. zionale per il calcolo della portata di progetto. Nota la pioggia totale [P], il calcolo della pioggia efficace [Pe] è immediato: Pe 5 PC Metodo del Soil Conservation Service (CN). Il CN (Curve Number) è un parametro sintetico che esprime l attitudine di una porzione di territorio a produrre deflusso diretto (superficiale) proposto dal Soil Conservation Service (USDA) nel 1972. Il CN varia da zero a cento. Più alto è il valore, maggiore è il deflusso prodotto a parità di precipitazione. Il meccanismo adottato dal modello è quello di Figura 2.66, mentre la descrizione dei parametri è riportata in Tabella 2.11. TAB. 2.11 Parametri di formazione del deflusso P precipitazione totale Ia perdite iniziali frazione di precipitazione intercettata dai vegetali, che bagna il terreno e riempie le cavità superficiali, ecc. pioggia netta frazione di precipitazione che giunge al suolo Pn Pn 5 P 2 Ia F F 5 Pn 2 Pe volume specifico infiltrato frazione di pioggia netta che si infiltra nel suolo Pe 5 Pn 2 F pioggia efficace o volume specifico di deflusso diretto frazione di pioggia netta che produce il deflusso diretto Pe L Si assume che ogni tipo di terreno sia caratterizzato da un volume specifico di saturazione [S] che può essere stimato sulla base delle caratteristiche del suolo e del soprassuolo. Il volume specifico infiltrato [F] può essere, al massimo, pari a [S]. Allo stesso modo il volume specifico di deflusso diretto (che coincide con la pioggia efficace) [Pe] può, al massimo, essere pari alla pioggia netta [Pn]. Si ipotizza che i rapporti tra le due grandezze reali e le due potenziali (massime) siano sempre uguali tra loro: Pe F 5 e dato che: Pn 5 P 2 Ia e: F 5 Pn 2 Pe 5 P 2 Ia 2 Pe S Pn si ricava l equazione: Pe 5 L02_2_Idrologia.indd 101 1 P 2 Ia 2 2 P 2 Ia 1 S 5/31/18 8:09 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna