SEZIONE L

L 106 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Tempo di risposta. La portata alla sezione di chiusura del bacino, data una certa inten- sità di pioggia, è massima quando sia dato il tempo di propagare il deflusso diretto prodotto da tutta la superficie del bacino. Se si ipotizza una precipitazione uniformemente distribuita sulla superficie di un bacino di caratteristiche omogenee, la produzione del deflusso avviene in modo sincrono e uniforme. Tuttavia il deflusso necessita di un certo tempo per giungere, in forma di portata, alla sezione di chiusura, tempo tanto maggiore quanto più idrologicamente lontana sia l area su cui viene prodotto. Nella fase iniziale di un evento di pioggia solo la porzione del bacino più vicina alla sezione di chiusura concorre alla formazione della portata. Se la precipitazione continua, con intensità costante, l area contribuente cresce progressivamente fino a comprendere l intero bacino quando si sia aggiunta anche l area idrograficamente più lontana. L istante in cui ciò avviene dipende in realtà da moltissimi fattori relativi alle caratteristiche del bacino e alla dinamica dell evento piovoso: in pratica si ritiene che le caratteristiche morfologiche e geometriche del bacino siano i fattori dominanti. Risulta così possibile una stima indiretta del tempo di corrivazione, tempo tra l inizio dell evento e l istante in cui vi è completo concorso alla formazione della portata. Secondo la definizione classica il tempo di corrivazione è il tempo che impiega una goccia d acqua caduta nel punto idraulicamente più lontano del bacino per giungere alla sezione di chiusura. Numerosi autori hanno dedicato attenzione alla stima indiretta del tempo di corrivazione. La formulazione più utilizzata in Italia è probabilmente quella, di natura sperimentale, dovuta a Giandotti: 4"A 1 1,5 L Tc 5 0,8 "hm 2 h0 in cui il tempo di corrivazione [Tc], espresso in {ore}, è funzione di: A 5 area del bacino {km2}; L 5 lunghezza del corso d acqua principale prolungato fino allo spartiacque {km}; hm 5 quota media del bacino {m.s.m.}; h0 5 quota della sezione di chiusura {m.s.m.}. L area è utilizzata come fattore di scala per definire le dimensioni del bacino mentre dislivello e lunghezza offrono un indicazione sulla pendenza media dello stesso. La formula del Giandotti risulta efficace soprattutto in aree con pendenza modesta. Nei bacini alpini la formula del Tournon, pure di natura sperimentale, dà risultati più verosimili: L A "i 0,72 Tc 5 0,396 a 2 b "i L "Y ltre ai parametri già definiti sono: o i 5 pendenza del corso d acqua principale {adim}; Y 5 pendenza media dei versanti {adim}. Interessante è la formulazione di Ward perché tiene conto, sia pure in modo sommario, dell uso del suolo presente sul bacino: Tc 5 L02_2_Idrologia.indd 106 45,9 L U "Y con [U] definito dalla U 5 100 2 0,67G 2 0,90 F o Y U G F d B p d p s d in L C Y s te M m d t d z c e Q c s [ s le f m ( c 5/31/18 8:09 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna