SEZIONE L

I IDROLOGIA L 107 noe el o e e a oo ò e ia vi il o e- oltre ai parametri già definiti sono: Y 5 pendenza media dei versanti {%}; U 5 funzione dell uso del suolo; G 5 frazione di area agricola, a prato o pascolo {%}; F 5 frazione di area boscata {%}. Nella letteratura e nella formulistica anglosassone si preferisce spesso l uso di una diversa grandezza temporale di riferimento, costituita dal tempo di ritardo (Lag Time o Basin Lag), definito come intervallo tra il baricentro della precipitazione e il picco di portata massima. Il tempo di ritardo è ancora più evidentemente legato alla dinamica della precipitazione; ciò nonostante, nel caso di precipitazioni costanti utilizzate in fase progettuale, può essere approssimativamente correlato al tempo di corrivazione da una semplice relazione lineare: Tlag 5 0,6 Tc. La formulazione più nota per la determinazione del tempo di ritardo è quella proposta da Mockus che, opportunamente corretta per l utilizzo di unità metriche, è: e, in essa il tempo di ritardo [Tlag], espresso in {ore}, è funzione di: L 5 lunghezza del corso d acqua principale prolungato fino allo spartiacque {km}; CN 5 Curve Number di S.C.S. indice delle caratteristiche pedo-vegetazionali del bacino; Y 5 pendenza media dei versanti {%}. La formula di Mockus risulta adatta all uso su bacini agricoli con pendenze modeste e superfici limitate a un massimo di circa 10 km2. In condizioni diverse risulta conveniente il calcolo del tempo di ritardo a partire dal tempo di corrivazione. e a. ù a- Tlag 5 L 0,8 a 0,7 1.000 2 9b CN 2,92 Y 0,5 Metodo razionale. Con il metodo razionale l idrogramma di piena viene approssi- L mato da un idrogramma triangolare. Viene inoltre assunta l ipotesi che la durata [Tp] della precipitazione di progetto [P ] sia pari al tempo di corrivazione [Tc]. All istante [Tc], quando tutta la superficie del bacino concorre alla produzione del deflusso alla sezione di chiusura, la precipitazione cessa e la portata inizia a diminuire. Quindi anche [Ta], tempo di accumulo o di concentrazione, risulta esattamente uguale a [Tc] e [Tp]. La scelta di un idrogramma simmetrico (triangolo isoscele) rende infine la durata della fase di esaurimento [Te], esattamente pari alle altre grandezze (Fig. 2.70). Il volume di deflusso [V] {m3} è, come già noto, pari alla pioggia FIG. 2.70 Idrogramma di piena. Metodo razionale. L02_2_Idrologia.indd 107 5/31/18 8:09 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna