2.4 Slittamento

tà a à Nella condizione ideale di un rotolamento perfetto, è intuitivo vedere che tutta la velocità di avanzamento della ruota (Va) risulta pari alla velocità periferica della ruota stessa (Vp). Così, in assenza di slittamento, si avrebbe che Va 5 Vp. Nella realtà, invece, si verifica che Va è sempre sensibilmente inferiore a Vp. E ciò avviene proprio perché, nel punto di contatto, la ruota tende parzialmente a strisciare sul terreno. Il fenomeno è sempre presente nelle applicazioni di autotrazione, sebbene i nostri occhi non lo percepiscano. Infatti, slittano anche gli pneumatici di un automobile su asfalto: se così non fosse, non si verificherebbe il consumo del battistrada e non ci troveremmo costretti alla periodica spesa della sostituzione degli pneumatici! Lo slittamento viene definito dal rapporto: s5 o di ). al a n a o e L 11 IL MOTO Va Vp FIG. 1.2 Il concetto di slittamento. Vp 2 Va Vp Si tratta, pertanto, di un numero adimensionale che si può esprimere sia come decimale (compreso tra 0 e 1), sia come percentuale (compreso tra 0 e 100). Si noti che: nella condizione ideale di assenza di strisciamento tra le superfici, cioè quando Va 5 Vp, si ha che s 5 0, ovvero lo slittamento è nullo; nella condizione opposta in cui si ha strisciamento totale (si pensi, per esempio, allo slittamento delle ruote su ghiaccio), si ha una velocità periferica molto elevata a fronte di un avanzamento nullo (la macchina rimane ferma con Va 5 0); così si ottiene s 5 1 (o 100%). Nelle normali condizioni agricole di campo, lo slittamento non dovrebbe mai superare il 10-15%. L 2.5 Trasmissione del moto: aspetti cinematici. Il moto rotatorio è di importanza fondamentale anche in campo motoristico. Nei motori endotermici, infatti, l energia sviluppata con la combustione di un fluido primario viene sempre resa disponibile sotto forma di organi meccanici in rotazione. Dal motore questa rotazione viene trasferita, attraverso una serie di organi di trasmissione, alle ruote motrici che infine consentono lo spostamento dei mezzi ed il superamento di certi sforzi di trazione. In condizioni ideali questo trasferimento avviene al lordo dei rendimenti, mantenendo costante il valore dell energia. In termini generali, qualunque sistema di trasmissione del moto deve prevedere il contatto tra due organi in rotazione: il primo, detto conduttore, che impartisce il movimento; il secondo, detto condotto, che riceve il movimento. Tale contatto può essere: a) diretto, quando condotto e conduttore sono in stretto contatto fisico (ruote di frizione, ruote dentate, rotismi); b) indiretto, quando gli assi di rotazione di condotto e L01_FisicaApplicata.indd 11 6/14/18 4:56 PM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna