SEZIONE L

L 114 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI frequente è anche l uso di adeguate tabelle (Tab. 2.19). fattore di pratica colturale-sistematoria P. Un importante fattore di controllo dell erosione consiste nelle pratiche sistematorie conservative quali le lavorazioni a girappoggio, i ciglionamenti e i terrazzamenti che supportano le iche agronomiche. La maggior parte delle pratiche sistematorie ha effetto sull erosione reindirizzando il deflusso superficiale o riducendo la sua capacità di trasporto del materiale solido. Ciò frequentemente si traduce in processi di sedimentazione/deposizione e ridotta erosione. Il fattore di pratica colturale e sistematoria viene determinato come rapporto tra la perdita di suolo con una data lavorazione/ sistemazione del terreno e quella prodotta da una sistemazione a rittochino, con lavorazioni lungo le linee di massima pendenza (Tab. 2.20). Evoluzioni e ammodernamenti della USLE. L utilizzo della USLE, con tutte le TAB. 2.19 Stima del fattore di uso del suolo 20-40 40-70 70-100 0,0030-0,0090 0,0020-0,0040 0,0001-0,0010 Pratiche colturali Copertura Discatura delle stoppie Fresatura per semina cereali Erpicatura e semina cereali Aratura per mais Erpicatura e semina mais Sviluppo cereali Sviluppo mais Maturazioni cereali Maturazione mais Stoppie di cereali dopo il taglio Stoppie di mais dopo il taglio 10% 10% 10-50% 10-50% 75% 75% Protezione artificiale di pendio Quantità t/ha Paglia Ghiaia ([ 3-4 cm) Scaglie di legno TAB. 2.20 2,5-5,0 300-600 18-63 C 0,08 0,12 0,12 0,22 0,19 0,11 0,17 0,07 0,10 0,02 0,14 Stima del fattore di pratica colturale Pendenza % Girappoggio 1-2 0,50 3-8 0,60 9-12 0,65 13-16 0,70 17-20 0,80 20-25 0,90 Ciglioni Terrazze S 5 11,8 1 Pe # Qp 2 0,56K LS C P c on [Pe] pioggia efficace o volume di deflusso e [Qp] portata massima. L a produzione di sedimento è correlata all erosione dall indice di convogliamento: S 5 SDR # Wtot dove Wtot comprende anche l erosione gully e torrentizia. A sua volta, l indice di con- vogliamento può essere stimato in funzione dell area [A] del bacino e di due parametri [k] e [n] a stima regionale: SDR 5 kA2n. Si noti che SDR diminuisce all aumentare dell area dato che nei bacini più grandi il trasporto del sedimento avviene su percorsi più lunghi, con maggiori possibilità di sedimentazione prima della sezione di chiusura. L02_2_Idrologia.indd 114 2 v W W A h T Z C 0,20-0,06 0,05-0,02 0,08-0,02 0,25 0,10 successive varianti, si è diffuso rapidamente 0,30 0,12 negli USA e in seguito in tutto il mondo. L e0,32 0,13 quazione è certamente semplice, facile da 0,35 0,14 interpretare e presenta una certa eleganza 0,40 0,16 dovuta anche al fatto di essere monomia. 0,45 0,18 Tuttavia la necessità di continue revisioni dimostra che la base sperimentale che la giustifica non è sempre sufficientemente rappresentativa, tanto che in molte situazioni le stime di erosione offerte dalla USLE si rivelano poco congruenti alla realtà. Meritano un cenno le due principali linee di evoluzione del modello. a. MUSLE (Modified Universal Soil Loss Equation): viene utilizzata per il calcolo della produzione di sedimento [S] su un singolo evento: b Copertura forestale naturale Densità delle chiome (%) Fattore C 5/31/18 8:09 AM t X Y w s m B H L D 2 lu c d il c e b tr il p tu d

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna