2.8.3 Il metodo Gavrilovic

I o 0 0 0 C 08 12 12 22 19 11 17 07 10 02 14 C 0,06 0,02 0,02 ale zze 0 2 3 4 6 8 no o. a nri e si a. IDROLOGIA L 115 b. RUSLE2 (Revised Universal Soil Loss Equation, versione 2): si espande significativa- mente su un approccio ibrido combinando il meglio delle tecnologie predittive a base empirico-sperimentale con la descrizione fisica del processo. Le moderne teorie sui processi erosivi di distacco, trasporto e deposizione delle particelle di suolo a causa dell impatto delle gocce di pioggia e del deflusso superficiale sono state utilizzate per le relazioni della RUSLE2, dove le equazioni richieste non possano essere derivate dai dati sperimentali. 2.8.3 Il metodo Gavrilovic. La formula empirica di Gavrilovic nasce nella ex Yugoslavia per la stima dell erosione annua alla scala del bacino montano: W 5 pAThZ 3/2 W 5 erosione annua {m3/y} A 5 area del bacino {km2} h 5 pioggia media annua ragguagliata {mm} T 5 indice termico Z 5 coefficiente di erosione relativa t Inoltre sono: T 5 1 0,1 e Z 5 XY 1 w 1 "s 2 10 t 5 temperatura media annua {°C} X 5 fattore di protezione del suolo da copertura vegetale 0,05 1,00 Y 5 fattore di erodibilità del suolo legato alla litologia 0,20 2,00 w 5 intensità del processo erosivo principale 0,10 1,00 s 5 pendenza media del bacino {adim} Inoltre Gavrilovic propone anche un equazione per la stima dell indice di convogliamento: 4 1 BH 2 0,5 D 1 BH 2 0,5 SDR 5 poi modificata da Zemljic in SDR 5 L 1 10 L 1 10 B 5 Perimetro del bacino {km} H 5 Quota media relativa (Hmed-Ho) {km} L 5 Lunghezza del collettore principale {km} D 5 Densità di drenaggio della rete principale {km21} L 2.8.4 Modelli a base fisica e concettuale. Sulla base di una serie di equazioni sviluppate da Foster e Meyer per una descrizione fisica del fenomeno, sia pure con qualche semplificazione concettuale, sono stati realizzati, da diversi autori, numerosi modelli matematici di simulazione. Vale la pena di ricordare l ANSWERS di David Beasley, il CREAMS, con tutte le sue varianti, e il più recente AGNPS. I tre modelli citati, di tipo concettuale, usano il modello del S.C.S. per la simulazione idrologica a monte della fase erosiva. ANSWERS costituisce uno dei primi esempi di modellazione distribuita in cui il bacino viene suddiviso in numerose aree trattate in modo indipendente, ma collegate tra loro dai meccanismi del trasporto. CREAMS è stato progettato anche per simulare il trasporto dei nutrienti e, in versioni successive, dei pesticidi. L USDA gestisce un progetto per un modello a base fisica, il WEPP (Water Erosion Prediction Project), che tuttavia richiede un grande numero di parametri di input, molti dei quali di difficile determinazione. L02_2_Idrologia.indd 115 5/31/18 8:09 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna