3. Sistemazione dei corsi d’acqua

L 116 L.2 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI 3. Sistemazione dei corsi d acqua 3.1 Quadro generale delle sistemazioni montane. Risale al 1912 (D.M. 20 Agosto 1912) l approvazione delle norme per la preparazione dei progetti dei lavori di sistemazione idraulico-forestale nei bacini montani : Art. 1: Le opere di sistemazione dei bacini montani si dividono in due ordini di lavori. Art. 2: Un primo ordine riguarda opere idrauliche di carattere intensivo per ottenere la stabile correzione dei torrenti difendendone le sponde e modificandone il profilo. Art. 3: Un secondo ordine riguarda le opere di carattere estensivo, cioè quelle fore- stali, i rimboschimenti veri e propri con tutti i mezzi preparatori per ottenerli e che hanno lo scopo di consolidare e tutelare il terreno, prevenendo le frane. F Art. 9: Per ogni torrente o suo ramo si deve studiare il modo di trasporto delle materie e il loro deposito, prefiggendosi il compito di limitare nel maggior modo possibile la discesa delle materie, studiando il profilo di compensazione, in base al quale regolare le dimensioni e le distanze fra le opere di ritegno trasversali. to 1 Art. 10: Di massima sono da escludere materiali dalle pendici e, in questo caso, sono da adottarsi le briglie di trattenuta che si debbono collocare nelle strozzature, a valle di allargamenti o varici dei valloni o burroni. S aranno da adottare le briglie di correzione ove vi è scavo nell alveo o erosione sui fianchi. Art. 12: Sono da impiegare i materiali rustici del sito, pietre, legnami, chiedendo alla forza di vegetazione i materiali viventi per il consolidamento dei terreni, ricorrendo anche a opere miste di legname e sasso. Tra le azioni di pianificazione, programmazione e attuazione , previste dalla legge 183-89 sulla difesa del suolo, si segnalano: la sistemazione, la conservazione e il recupero del suolo nei bacini idrografici, con interventi idrogeologici, idraulici, idraulicoforestali, idraulico-agrari, silvopastorali, di forestazione e di bonifica, anche attraverso processi di recupero naturalistico, botanico, faunistico. Gli interventi di sistemazione idraulico-forestale si possono suddividere in due categorie (Fig. 2.73): a. interventi intensivi, comprendenti provvedimenti prevalentemente strutturali che 2 hanno varie funzioni, quali: garantire la stabilità dell alveo contro fenomeni di dissesto determinati da processi di erosione o di accumulo di sedimenti più o meno localizzati: opere trasversali e longitudinali; migliorare la capacità delle sezioni idrauliche nel contenere le portate di piena: ricalibrature, rettifiche; ridurre le portate liquide e solide con casse di espansione e bacini di deposito; b. provvedimenti estensivi, comprendenti sistemazione dei versanti e delle frane, utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica. L02_3_CorsiAcqua.indd 116 5/31/18 8:11 AM in n d

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna