SEZIONE L

I SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 117 0 ri di e o. e FIG. 2.73 Tipologia degli interventi di sistemazione idraulico-forestale. e a - Nell ambito degli interventi di sistemazione dei corsi d acqua, i tratti di cui è costituito un corso d acqua montano si classificano in due tipologie. o e duta dalla corrente (è il caso dei torrenti a elevata pendenza), e al limitato apporto di sedimenti da monte o dai versanti. Tendenza all approfondimento dell alveo (degrading); un eccessivo abbassamento della quota del letto genera dissesti diffusi sulle sponde, frane e fenomeni di scalzamento nei confronti di opere idrauliche presenti in alveo. 1. Tratti di scavo: tendenza a erodere il letto dell alveo, a causa dell elevata energia posse- ui S oluzioni sistematorie: stabilizzazione del letto e riduzione dell energia cinetica della corrente, attraverso a o diminuzione della pendenza del torrente: briglie di consolidamento in sequenza (sistemazione a gradinata); rendere inerodibile il fondo del torrente: cunettoni. e uoo e e si e a: e, L 2. Tratti di trasporto: tratti nei quali l apporto di materiale solido da monte o dai versanti viene veicolato a valle dalla corrente idrica; l energia è spesa solo per il trasporto dei sedimenti e non per l erosione del letto. In genere sono presenti nelle zone di valle, per esempio lungo i conoidi. Tendenza da parte dell alveo ad alzarsi o, comunque, a non abbassarsi (aggrading). Problematiche legate spesso all eccesso di materiale in alveo (ostruzioni del canale, fenomeni di sovralluvionamento). S oluzioni sistematorie: volte a limitare il trasporto verso valle di ingenti quantità di sedimento; realizzazio- ne di opere di trattenuta (briglie di trattenuta), in genere isolate e molto voluminose, con lo scopo di creare un deposito a monte nel quale il materiale solido si possa accumulare e stoccare; veicolare in modo rapido i sedimenti ed evitare il congestionamento delle sezioni nelle zone urbanizzate (es. nei conoidi): canalizzazioni (cunettoni). La sistemazione dei corsi d acqua montani con interventi di tipo strutturale in alveo in cui prevale l erosione o l accumulo di sedimenti non può prescindere dalla conoscenza e dalla quantificazione dei fenomeni di trasporto solido, responsabili della dinamica e della morfologia dell alveo. L02_3_CorsiAcqua.indd 117 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna