3.2.1 Condizioni idrauliche per l’inizio del trasporto

I el o ia e, e o o ); ia i, ro o au- e ame e SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 119 dall erosione del fondo e delle sponde del canale. Oltre al classico trasporto al fondo di cernita, vi è il trasporto solido iperconcentrato e il trasporto di massa (colate detritiche); queste tipologie di trasporto si caratterizzano per le elevate concentrazioni di sedimenti. 2. Trasporto in sospensione (suspended-load): trasporto di particelle (argille e limi) sostenute dalla turbolenza della corrente. Prevalente nei corsi d acqua di pianura, a bassa pendenza. Movimento di particelle fini (diametri da 1 mm fino a .2 mm in regime di forte turbolenza) per lunghi tratti senza deposizione del materiale, anche a grandi intervalli temporali. 3.2.1 Condizioni idrauliche per l inizio del trasporto solido moto incipiente. La condizione di moto incipiente, o di equilibrio limite , definisce quello stato critico tra la stabilità dei grani (materiale incoerente) e il loro spostamento per effetto della spinta idrodinamica della corrente. Essa fa ricorso a equazioni che considerano variabili idrauliche quali la velocità critica (Vc) e la tensione critica di trascinamento (tc). Esse discriminano la condizione di non-movimento del sedimento da quella in cui avviene il trasporto. Le analisi sono effettuate in condizioni di moto uniforme della corrente. a. Tensione (sforzo) critica di trascinamento (tc). Il movimento del materiale solido al fondo dipende da tale tensione, il cui valore minimo (tc) individua la condizione di inizio del moto. Sulla base della teoria della turbolenza, Shields (1936) ha determinato le condizioni di equilibrio limite delle particelle: tc tc Y 5 f aRe*, b dove: 1 gs 2 g 2 D 5 valore critico adimensionale (tc*), chiamato numero di Shields, che 1 gs 2 g 2 D corrisponde alla condizione critica t 5 tc (dove t 5 gY S , con g 5 peso specifico dell acqua, Y 5 tirante idrico, S 5 pendenza del pelo libero); u*D Re* 5 y è il numero di Reynolds relativo alla scabrezza, in cui u* è la velocità diattrito ( u * 5 "t/r , dove r 5 densità dell acqua) e y è la viscosità cinematica; Y/D è la sommergenza relativa (tirante idrico/diametro della particella sul fondo) e D è il diametro medio rappresentativo del materiale del letto. In condizioni di microscabrezza (tirante idrico .. diametro delle particelle: in genere quando Y/D . 6), la sommergenza relativa non condiziona le condizioni di movimento incipiente, per cui si ha: tc 5 f 1 Re* 2 1 gs 2 g 2 il cui legame funzionale tra tc* e Re* viene rappresentato nel diagramma di FIG. 2.75 Abaco di Shields in cui si discriminano le condizioni di movimento da quelle Shields (Fig. 2.75), ricavato di non movimento. L02_3_CorsiAcqua.indd 119 L 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna