3.2.2 Portata solida per il trasporto solido al fondo

I a a di ral i: e- a o a SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 121 b. Portata liquida di inizio movimento. La portata liquida di inizio movimento (Qc o qc 5 Qc/B, con B 5 larghezza del canale) può essere dedotta sulla base di formule semi-empiriche proposte da vari autori: 1 rs 2 r 2 5/3 3/2 27/6 Formula di Schoklitsch: qc 5 0,26 c d D 40 S r per 0,3 , D , 5 mm dove: qc 5 portata critica unitaria (in m2/s); D40 5 diametro della maglia lasciante passare il 40% del sedimento (in mm); S 5 pendenza media del tratto di torrente; r 5 densità dell acqua (in kg/m3); rs 5 densità del sedimento (in kg/m3). 0,15 g 1/2 D 3/2 i Formula di Bathurst: qc 5 S 1,12 per granulometrie quasi uniformi e S # 20% dove: Di 5 diametro della classe diametrica i-esima (in m). 3.2.2 Portata solida per il trasporto solido al fondo. La portata solida transitante (Qs, in m3/s o Gs, in kg/s) viene definita da alcune equazioni, in cui spesso dipende dalla portata liquida effettiva, ovvero quella in grado di mobilitare il materiale solido sulla superficie dell alveo: Qeff 5 1 Q 2 Qc 2 dove: eù Q 5 portata liquida transitante (in m3/s); Qc 5 portata critica di inizio movimento (in m3/s). Molte formule hanno origine teorica, anche se i coefficienti sono tarati su dati sperimentali. La maggior parte delle formule derivano da esperimenti di laboratorio eseguiti su canaletta; esse sono inoltre in grado di rappresentare e predire il trasporto al fondo per corsi d acqua ghiaiosi (gravel-bed rivers), mentre risultano meno valide per torrenti montani a elevata pendenza e granulometria grossolana ed eterogenea (boulder-bed streams). Le formule di stima della portata solida hanno il limite di essere applicabili solo a casi in cui i valori delle caratteristiche dei sedimenti (dimensione D), della corrente e la pendenza del canale ricadano entro i campi di taratura dei parametri calibrati dagli autori. di 1. Formula di Du Boys: Gs 5 e 1 t 2 tc 2 t dove: ui oa ni l- L Gs 5 peso del volume di materiale solido trasportato al fondo (in kg/s m); gs , in media pari a 0,88. gs 2 g 2. Formula di Meyer-Peter: Gs 5 1 2,5 q 2/3 S 2 2 1 42,5 D 2 3/2 dove: q 5 portata liquida unitaria (in m2/s). 8 g 1/2 31 z 3/2 t 2 2 tc 4 3/2 3. Formula di Meyer-Peter e M ller: qs 5 g1/2 1 gs 2 g 2 e 5 0,54 valida per pendenze (S) comprese tra 0,04 e 2,3%, 0,4 , Dm , 28,6 mm e 1 , Y , 120 cm, dove: z 5 rapporto tra scabrezza di grano e scabrezza totale dell alveo (in genere compreso tra 0,8 e 1,0); andamento decrescente con l aumento dell intensità di trasporto: aumento della resistenza totale rispetto a quella di grano al crescere di qs. L02_3_CorsiAcqua.indd 121 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna