SEZIONE L

I r e o SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 123 Fattori determinanti la formazione di colate detritiche (debris flows). L evento mete- orologico tipico per la genesi dei fenomeni colativi è rappresentato da temporali estivi o tardo-autunnali; trattasi di fenomeni della durata inferiore a qualche ora, che provocano: 1. instabilità del terreno: frane superficiali, elevata saturazione dei pendii, collasso di invasi naturali e/o artificiali; 2. elevato deflusso sopra un ripido canale ricco di sedimenti; 3. fenomeni erosivi di sponde e scarpate lungo un corso d acqua a carattere torrentizio. Le parti superiori delle falde detritiche, presenti al piede di pareti rocciose, costituiscono siti interessati sovente dall innesco di colate detritiche in occasione di eventi piovosi intensi. La rapida concentrazione di deflussi liquidi nei canaloni rocciosi che solcano le pareti soprastanti è fra le maggiori cause dell innesco di queste colate detritiche (effetto idrante). La situazione morfologica tipica presenta: concentrazione di una corrente idrica in un canalone roccioso a forte pendenza; materiale detritico erodibile presente a valle del canalone: le falde detritiche al piede delle pareti accumulano grandi quantità di sedimento a granulometria eterogenea, mobilitabile spesso in forma di colate detritiche (Fig. 2.76). In molti bacini montani l apporto di detriti alla rete idrografica è dovuto ad aree relativamente limitate, nelle quali i processi erosivi si manifestano con elevata intensità. Queste zone agiscono come aree sorgenti di sedimento, differenziandosi nettamente dalle restanti parti del bacino, nelle quali l erosione presenta intensità trascurabile. debris flows: tratti caratteristici 1. Tratto di erosione (pendenze S . 27%): testata del bacino; base di pareti rocciose, zone di innesco e aree sorgenti di sedimento. 2. Tratto di trasporto (S 5 27-12%): canale collettore; tendenza all erosione e allo scavo; quasi sempre anch esso è area sorgente, con zone che alimentano di materiale la colata. 3. Tratto deposizionale (S 5 12-5%): cono di deiezione; zona di deposito del materiale e/o di divagazione. L ro e so ul a a a FIG. 2.76 Tratti caratteristici di un bacino da colata detritica; caratteristiche del fronte di una colata. L02_3_CorsiAcqua.indd 123 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna