SEZIONE L

L 124 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Magnitudo (Gs) delle colate detritiche. Gs rappresenta il volume totale (in m3) de- positato nella zona di arresto della colata, in genere identificabile con il conoide (zona in cui vi è un allargamento dell alveo e un brusco cambio di pendenza verso valori più bassi). Rappresenta il parametro basilare per la stima di: 1. severità dell evento: Gs 5 f 1 Qp 2 Gs 5 c Q dp Bovis e Jacob (1999): Gs 5 28 Q1,11 (colate granulari); p Mizuyama et al. (1992): Gs 5 13 Q1,28 (colate granulari); p Bovis e Jacob (1999): (colate fangose); Gs 5 338 Q0,99 p Mizuyama et al. (1992): Gs 5 153 Q1,26 (colate fangose). p dove Qp 5 picco della portata di piena: si verifica subito dietro il passaggio del fronte della colata (in m3/s); 2. capacità di invaso di un opera di trattenuta (briglia aperta, piazza di deposito), da prevedere in sede di progetto. Volumi di sedimento potenzialmente mobilitabili. I volumi dei detriti potenzialmente asportabili da una colata detritica (Tab. 2.21), a partire dalle zone di innesco del fenomeno, possono essere stimati attraverso alcune formule empiriche. 5 6 3 m a 1. Hungr et al.: Gs 5 a Bi Li ei dove: b i i 5 tratto i-esimo di collettore; Bi 5 larghezza di un tratto i-esimo di canale (in m); Li 5 lunghezza di un tratto i-esimo del canale (in m); ei 5 coefficiente di erodibilità potenziale (in m3/m km). ti 2. Formula di Kellerhals: Gs 5 a A1/2 i Li ei dove: i Ai 5 settore i-esimo di bacino (in m ). 2 3. Formula di Takei: Gs 5 13.600 A0,61 4. Formula di Kronfellner-Kraus: Gs 5 k A S dove: k 5 a e2Ab 5 fattore di torren- zialità, con a e b coefficienti, variabili con la regione geografica cui appartiene il bacino. TAB. 2.21 Classe Valori di apporto detritico unitario (m3) per differenti tipi di alvei torrentizi (da Hungr et al., 1984, modificato) Pendenza Materiale alveo alveo (°) Sponde Stabilità Volume unitario di detrito asportabile (m3) A 20-35 Roccia Non erodibili Stabile 0-5 B 10-20 Suolo sciolto su roccia Non erodibili Stabile 5-10 C 10-20 Copertura detritica Altezza ,5 m o morena Stabile 10-15 D 10-20 Copertura detritica Detrito, o morena altezza .5 m Equilibrio limite 15-30 E 10-20 Copertura detritica Detrito, o morena altezza .20 m Sponde potenzialmente instabili (area in frana) L02_3_CorsiAcqua.indd 124 Fino a 200 F 5/31/18 8:12 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna