3. La forza

LA FORZA Dicesi rotismo un sistema più complesso di ingranaggi in cui, secondo schemi di derivazione in serie o in parallelo (a seconda del numero di ruote condotte azionate da una conduttrice), il moto di una ruota dentata provoca il moto di tutte le altre. I rotismi in serie sono detti ordinari e hanno tutte le ruote con asse fisso (Fig. 1.5). dimostrabile che t, in questo caso, è dato dal rapporto del regime di rotazione dell ultimo albero (nN) e quello del primo (n1): e e a di Albero motore L 13 Albero secondario Trasmissione finale FIG. 1.5 Schematizzazione di una trasmissione meccanica classica di un trattore. t5 nN n1 Un applicazione molto diffusa dei rotismi ordinari riguarda il cambio di velocità degli autoveicoli, trattori inclusi. L.1 3. La forza Si definisce come forza una qualunque causa che tende a modificare lo stato di quiete o di moto uniforme (cioè a velocità costante) di un corpo. L applicazione di una forza ad un corpo libero (ovvero che può muoversi in tutte le direzioni), sia esso in quiete o in moto uniforme, induce il corpo stesso a traslare secondo un moto di tipo uniformemente accelerato. In altri termini: l esistenza di un accelerazione è sempre legata alla presenza di una forza. Quanto più alta è la forza F applicata, tanto più elevata risulta l accelerazione a impressa al corpo. Il tutto è regolato dalla nota legge di Newton (seconda legge della dinamica) che evidenzia il ruolo sul fenomeno della massa m (in kg) del corpo: L F5m?a L unità di misura della forza è il newton (N): una forza ha il valore di 1 N quando imprime alla massa di 1 kg un accelerazione di 1 m/s2. Un corpo in caduta libera con massa m 5 1 kg, muovendosi con moto determinato dall accelerazione di gravità g 5 9,80 m/s2, risulta soggetto ad una forza G pari a G 5 (1 kg) ? (9,80 m/s2) 5 9,80 (N). G è detta forza peso e in generale si determina come: G5m?g Non è detto che un corpo in stato di quiete non sia soggetto all azione di forze. Semplicemente, su di esso normalmente agisce un insieme di forze a risultante nulla. Si pensi ad un trattore in sosta (Fig. 1.6); pur non muovendosi, su di esso agiscono: a) la forza di attrazione gravitazionale che determina il peso G del trattore; b) le reazioni del terreno, Ra e Rp, che impediscono al trattore di sprofondare nei punti di contatto delle ruote col suolo. Queste ultime forze sono regolate dal principio di azione e reazione, in base al quale per l esempio proposto risulta G 5 Ra 1 Rp. L01_FisicaApplicata.indd 13 6/14/18 4:56 PM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna