SEZIONE L

I SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA 2. Statico: comporta il soddisfacimento delle condizioni di equilibrio e di stabilità della briglia con un coefficiente di sicurezza opportuno e in relazione alle forze esterne di progetto: spinta idrostatica, sottospinta, trasporto solido, azioni sismiche, spinta dei versanti, debris flows. Il dimensionamento statico deve adeguarsi alle scelte funzionali con una scelta opportuna delle tipologie costruttive e delle caratteristiche dei materiali. dimensionamento idraulico 1. Dimensionamento della gaveta: la geometria più frequente è la forma trapezia, con i lati inclinati di 45°. In alcuni casi si ricorre a una doppia gaveta, una interna per contenere le piene ordinarie (frequenza annuale) e una esterna per le piene eccezionali e in caso di elevato trasporto solido. In genere, la porzione compresa tra fine gaveta e ammorsamento nelle sponde è realizzata con una pendenza del 10%. Larghezza della gaveta (b): funzione della larghezza (B) del tratto d alveo (evitare l erosione delle sponde a valle causata dal getto); in genere, cercare di ottenere che: B b> 2 Se b è contenuto i vantaggi consistono in ridotto pericolo di aggiramenti, allontanamento della corrente dalle sponde evitandone il pericolo di erosione. Mentre gli svantaggi consistono in aumento del carico idraulico sulla soglia; a parità di Z, aumenta il volume costruttivo dell opera; la portata unitaria (q) risulta più elevata e si incrementa la massima profondità del gorgo a valle. Profondità della gaveta (h): funzionamento identico a uno stramazzo a parete grossa, per cui: m a- à e a L 131 Q 2/3 h > 0,7 a b (gaveta rettangolare) b Q 5 1,705 h3/2 c b 1 L 2 1 1 ha 1 bd 5 tan a tan b (gaveta trapezia, con sponde inclinate 2 a 2 b ) dove: Q 5 portata liquida di progetto; b 5 larghezza della gaveta; nella gaveta trapezia b corrisponde alla base minore. Per una briglia tradizionale (a parete piena) è opportuno assicurare una gaveta tale da contenere, con un certo franco la Qp (h2) prevedendo, se possibile, una parte centrale (h1) tale da contenere le piene ordinarie (Tr 5 2 anni), per esempio geometria doppia trapezia (Fig. 2.81). FIG. 2.81 Gaveta doppia trapezia; funzionamento idraulico. L02_3_CorsiAcqua.indd 131 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna