SEZIONE L

I a si na SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 133 3. Forze destabilizzanti S1 e S2 5 spinta idrostatica; S3 5 sottospinta; S4 5 spinta attiva del terreno (in genere trascurata); S5 5 spinta passiva del terreno (in genere trascurata); S5 . S4 (passiva . attiva). Considerando il caso di briglia non interrita a monte: 1 Peso proprio dell opera (P1): P1 5 gm 1 b 1 s 2 z dove: b 5 spessore della briglia alla base.2 Peso della lama d acqua stramazzante sulla gaveta (P2): P2 5 2 g hs 3 w Spinta idrostatica componente orizzontale a monte (Swo1): 1 g 31 z 1h 2 2 2h2 4 2 w 1 Sottospinta (U ): U 5 gw l 1 h 1 z 2 b dove: 2 l 5 coefficiente di riduzione, variabile da 0 (alveo in roccia compatta) a 1 (alveo alluvionale, in ghiaia). Swo1 5 verifiche di stabilità. Verifiche allo scorrimento, al ribaltamento e allo schiacciamento, eseguite per diverse sezioni orizzontali del corpo della briglia, quali piano di fondazione (dove avviene il contatto tra terreno e fondazione dell opera) e piano fondazionecorpo. Nel caso di opere in calcestruzzo o cemento armato, in genere si considera solo la verifica nel piano di fondazione. Stabilità allo scorrimento: il coefficiente di sicurezza allo scorrimento (FSc) è dato dal rapporto: f a Fv FSc 5 $ 1,3 dove: a Fo L SFv 5 risultante delle forze resistenti tangenziali (attrito terreno-struttura) sulla base della fondazione (con f 5 coeff. attrito; Fv 5 risultante delle forze verticali agenti); SFo 5 risultante delle componenti orizzontali delle forze agenti sulla briglia. Stabilità al ribaltamento: il coefficiente di sicurezza al ribaltamento (FRib ) è dato dal rapporto: a Mstab FRib 5 $ 1,5 dove: a Mrib Mstab 5 momento delle forze stabilizzanti, calcolato rispetto allo spigolo di valle della fondazione; Mrib 5 momento delle forze ribaltanti, calcolato rispetto allo spigolo di valle della fondazione. Stabilità allo schiacciamento: verificata qualora la compressione cui è sottoposta qualsiasi porzione del corpo della briglia sia inferiore a un carico di sicurezza del terreno (K ), per cui: svalle # K L02_3_CorsiAcqua.indd 133 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna