SEZIONE L

L 136 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI a. Palificata a una parete. Realizzata con pali verticali infissi nel terreno (profon- dità: 1-2 m) e con elementi orizzontali che costituiscono il corpo dell opera. L altezza fuori terra della briglia non supera la misura di 1,5 m (altezza massima complessiva dell opera 5 3,5 m), per ovvie ragioni di stabilità strutturale e resistenza alle trazioni. La gaveta è generalmente di forma rettangolare (per portate unitarie Q/B , 1 m2/s, dove B 5 larghezza del fondo alveo), mentre per valori .1 m2/s la gaveta viene realizzata con una forma a coda di rondine. b. Tipologia Jsser. Costituita da pali posizionati con l asse rivolto verso il senso della corrente e accostati in modo da formare una gaveta a V . I pali sono posizionati su due piani sovrapposti e sfalsati verso valle. Adatta per torrenti con sezione ampia. c. Opere miste in legname e pietrame (a cassone). Rappresentano la tipologia di opere in legno maggiormente impiegata nelle sistemazioni idraulico-forestali. Costituite da un telaio in legname esterno di elementi trasversali (traversi o tiranti) e longitudinali (longoni) a formare un cassone a parete doppia (altezza max. 6-7 m; altezza ottimale ,3 m). Questo è riempito con massi o ciottoli (diametro ottimale: 15-20 cm); in genere, viene stabilito che lo spessore del cassone sia pari a metà dell altezza dell opera. Lo scavo di fondazione dell opera è realizzato preparando un piano d appoggio avente leggera pendenza verso monte (in genere 4-10%). La gaveta può essere realizzata: di forma rettangolare o trapezia; a coda di rondine, adatta a torrenti con sponde scoscese, favorisce anche il transito di correnti ricche di materiale solido. La gaveta, in particolare quella a sezione trapezia, viene rivestita spesso di tondame di legno disposto lungo la direzione della corrente, al fine di evitare un eccessiva abrasione durante gli eventi di piena. La tipologia a cassone è molto adatta nelle zone in cui il terreno tende a deformarsi (assestamenti delle sponde, cedimenti del piano di fondazione), poiché possiede: elevata elasticità: capacità di deformarsi assorbendo le tensioni causate dai movimenti del terreno; buona distribuzione dei carichi sulla fondazione, grazie all ampia base di appoggio posseduta dal cassone. In relazione al dimensionamento delle briglie a cassone, queste devono la propria stabilità al loro peso (Fig. 2.86). stabilità esterna. Le sollecitazioni prodotte dai cassoni sulla fondazione non risultano, in genere, elevate grazie alle larghezze d appoggio ampie e alle altezze modeste delle opere. Larghezza del cassone (B): deve essere almeno la metà dell opera (Z ): B $ Z/2. A tale risultato si perviene anche se, come condizione di equilibrio al ribaltamento, si impone che il rapporto tra momenti delle forze stabilizzanti e momento L02_3_CorsiAcqua.indd 136 r t s s n n M FIG. 2.86 Schema delle forze agenti su un cassone inclinato. 5/31/18 8:12 AM W

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna