SEZIONE L

L 140 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI L altezza delle briglie in terra è abbastanza contenuta (max. 3 m). La scarpa dei paramenti di monte e di valle viene assunta, generalmente, pari a 3:2 e 2:1, rispettivamente. Il paramento di valle viene rivestito con uno sfioratore in lastre di calcestruzzo in corrispondenza della gaveta, al fine di evitare l erosione del manufatto durante il passaggio di portate di piena. Per portate molto elevate, al posto di uno sfioratore a scivolo è preferibile realizzare una briglia mista con un corpo centrale in cemento armato o in gabbioni, con paramento di valle verticale, gaveta e muri d ala. Briglie in calcestruzzo. Sono opere a funzionamento statico (a gravità), fra le più diffuse nel campo delle strutture di consolidamento dell alveo di un torrente, grazie a vantaggi quali rapidità e semplicità di realizzazione e al costo relativamente basso del materiale costruttivo. Gli elementi costitutivi sono i seguenti. 1. Gaveta: sezioni trasversali di forma differente (rettangolare, trapezia, a catenaria), tra le quali la più diffusa è la sezione trapezia con angoli a 45°. Il coronamento viene protetto rivestendolo con pietrame, con funzione antiabrasiva. 2. Corpo: profilo longitudinale a forma trapezia, con i paramenti leggermente inclinati. Il paramento di valle possiede una scarpa (n) che è funzione dell altezza (Z) dell opera: Z , 4,5 m: n 5 0,25 4,5 , Z , 7,0 m: n 5 0,20 7,0 , Z , 10,0 m: n 5 0,15 Qualora il paramento di valle sia realizzato verticale, si può adottare il profilo con paramento di monte a gradoni. 3. Fondazione: deve essere realizzata a una profondità tale da incontrare terreno molto stabile, a causa dell elevata rigidità di questa tipologia di briglia, unito al notevole peso dell opera stessa. Protegge la fondazione dal rischio di scalzamento, attraverso la scelta di una profondità di posa maggiore dello scavo generato dal getto stramazzante a valle. Spessore pari a circa 0,3-0,5 volte l altezza totale della briglia (H 5 Z 1 hgaveta). La profondità della fondazione può essere ridotta se a valle si costruisce una controbriglia che controlla la profondità dello scavo del getto stramazzante, o una platea o a una scogliera di massi nella zona di contatto del getto a valle della briglia. 4. Muri d ala: realizzati in presenza di pericolo di erosione delle sponde. Molto spesso il corpo briglia, i muri d ala, la platea e la controbriglia formano un unica struttura garantendo vantaggi a livello statico (briglia scatolare). Briglie in cemento armato. Opere a funzionamento statico (a gravità), molto diffuse nel campo delle opere di consolidamento dell alveo di un torrente; vantaggi quali rapidità e semplicità di costruzione, elevata resistenza meccanica di questo materiale e relativamente basso costo del materiale costruttivo grazie a un risparmio nei volumi, rispetto alle briglie in calcestruzzo. Esistono tre tipologie di briglie in cemento armato: a contrafforti; a lastre; a mensola. L02_3_CorsiAcqua.indd 140 5/31/18 8:12 AM s n n m n s m o p p Q b t v In n n s m u m S l z a b

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna