SEZIONE L

I ei i- n il a o ù e o ), o i) n o al o, al oa a u- fgi o o n SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 141 La tipologia a contrafforti è costituita da una parete di contenimento poggiante su un certo numero di contrafforti, disposti a monte o a valle della parete (Benini, 1990). Le briglie a mensola sono quelle più frequenti; la forma del profilo longitudinale è a L o a T rovesciata e consta di una parte verticale vincolata a un ampia base di fondazione (Fig. 2.88). Quest ultima sfrutta, per la stabilità al ribaltamento, il peso del terreno a monte e dell acqua gravante sulla fondazione. In relazione al dimensionamento van- FIG. 2.88 Schema di una briglia a mensola (da Ferro, 2002). no considerati: spessore del coronamento: s 5 0,1 1 Z 1 h 2 valore minimo: 0,6-0,7 m; spessore alla base della parete verticale; s1 5 s 1 0,1 1 Z 1 h 2 n valle 5 0,1 s1 5 s 1 0,2 1 Z 1 h 2 parete verticale ; lunghezza della base di fondazione: assumendo un grado di sicurezza al ribaltamento 5 1,5: Lm 5 0,575 1 Z 1 h 2 sporto a monte Lv 5 0,115 1 Z 1 h 2 sporto a valle spessore base di fondazione: zf $ 1,1 s1 . La gaveta, solitamente, è realizzata di forma trapezia con inclinazione a 45°. La fondazione viene spesso progettata avente una lunghezza pari a 0,6-0,8 (altezza corpo Z 1 carico sulla gaveta); essa è costruita a una profondità non inferiore a 0,5 m. Per evitare il fenomeno della sottoescavazione, il piano di fondazione viene spesso abbassato o si realizza una platea con controbriglia a valle dell opera. Le ali (in genere inclinate verso il centro con pendenza 1:10) devono essere ben ammorsate nelle sponde, per evitare l aggiramento della struttura da parte della corrente. L Soglie di fondo. Opere trasversali realizzate nei torrenti montani al fine di contrastare l approfondimento dell alveo a seguito di fenomeni erosivi (torrenti di scavo). Sistemazione alternativa a quella di una sequenza di briglie. Esistono due tipologie di soglie di fondo: a. soglie emergenti: poste in sequenza a creare una sistemazione a gradinata, generalmente possiedono altezze fuori terra inferiori a 1,5-2,0 m; il raggiungimento di una condizione di equilibrio del fondo avviene, come nel caso delle briglie di consolidamento, attraverso il deposito di sedimento a tergo di ogni soglia, determinando un rialzamento del fondo alveo; b. soglie di sagoma (a raso): possiedono altezza fuori terra nulla; funzione di fissare la quota del fondo alveo. La condizione (pendenza) di equilibrio e stabilizzazione dell alveo si ottiene per asportazione di materiale a valle di ogni soglia: erosione localizzata o scavo. Con questa tipologia di soglie si evita il rialzamento del fondo. L02_3_CorsiAcqua.indd 141 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna