SEZIONE L

L 142 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Le soglie possono essere costruite in: 1. calcestruzzo: simili a briglie di consolidamento, ma con altezze e interdistanze inferiori. 2. massi a secco o massi e calcestruzzo: realizzate con massi (diametro 0,5-1,0 m) posizionati in due file; la fondazione può essere rivestita di uno strato di calcestruzzo su cui si immergono i massi. I massi sono collegati tra loro attraverso funi di acciaio. 3. massi e legname: realizzate, in genere, qualora vi siano deflussi modesti (portate ,1,5 m3/s); palificata seguita a valle del salto (,1,0 m) da una piccola zona di dissipazione energetica realizzata in massi (platea in massi), spesso terminante a valle con una palificata di chiusura. Le tipologie 2) e 3) si adattano alle variazioni del fondo alveo subendo deformazioni senza alterare la loro funzionalità. Briglie (soglie) in massi. Le opere di consolidamento del letto realizzate con briglie in massi costituiscono un criterio di intervento che, da un lato, tende a riproporre la funzione esercitata dalle briglie tradizionali e, dall altro, riproduce le caratteristiche geometriche delle morfologie a step pool (Fig. 2.89) cercando di garantire un ridotto impatto ambientale dell'opera sistematoria (Fig. 2.90). Le briglie in massi trovano una diffusione d impiego sempre più vasta nell ambito delle sistemazioni dei FIG. 2.89 Sequenza a step pool; profilo longitudinale di una sequenza a torrenti montani. gradinata (da Zimmermann e Church, 2001). L 5 interdistanza step-step Le briglie in massi sono impiegate so- e pool-pool; H 5 differenza di quota tra due pool consecutivi; Hmax 5 dislivello fra step e pool di valle; Hr 5 dislivello tra pool e step di valle; Hs prattutto in sostituzione delle vecchie 5 altezza step; Ls 5 lunghezza step; Lp 5 lunghezza pool. in calcestruzzo e, spesso, sono costruite ex novo, in base alle caratteristiche morfologiche del torrente, tenendo conto delle affinità tra le unità morfologiche a step pool e le opere di consolidamento tradizionali (briglie in calcestruzzo). criteri di progettazione degli step artificiali (briglie in massi). Sulla base di osservazioni effettuate sulle morfologie naturali a gradinata, le altezze (H) degli step sono strettamente correlate alle granulometrie grossolane del materiale presente sulla superficie del letto (D90), mentre (H) e interdistanza (L) sono dipendenti dalla pendenza del canale (i), secondo relazioni che si ripetono anche in ambienti differenti. Nelle sequenze a step pool naturali in diversi torrenti montani è stato osservato come la condizione di minima velocità del flusso (ovvero, la condizione di massima resistenza al moto) si presenta quando i valori del rapporto (H/L)/i sono compresi tra 1 e 2 (Abrahams et al., 1995). La spaziatura regolare degli step si combina, quindi, con la condizione geometrica: 1, L02_3_CorsiAcqua.indd 142 H/L ,2 i 5/31/18 8:12 AM t p 1 2 3 4 ( I c d a a d a d lu

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna