SEZIONE L

L 144 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI scelte progettuali delle briglie in massi. La scelta fra le diverse tipologie di opere trasversali in massi dipende dalle caratteristiche morfologiche del corso d acqua da sistemare (pendenza, morfologia del letto), dalla granulometria del materiale superficiale e dalla presenza di massi in loco, ma anche dal tipo di ambiente circostante il tratto da sistemare (soprattutto a valle di esso) e dal grado di sicurezza che deve garantire la sistemazione (Tab. 2.24). Le condizioni necessarie alla realizzazione degli step artificiali a secco o legati con calcestruzzo risultano essere: campi di pendenze del tratto da sistemare (caratteristico delle sequenze a step pool (3-20%)); disponibilità di massi nella zona di intervento; esistenza lungo il torrente di sequenze a step pool ben definite, in modo da assumerle quale riferimento per la costruzione degli step artificiali; possibilità di costruire alcune parti degli step artificiali su massi ciclopici già presenti in alveo e/o lungo le sponde. Nelle sistemazioni con briglie in massi, la resa migliore appartiene alle briglie in massi ancorati con funi metalliche su una base in calcestruzzo. Alcune opere sono costruite c s d n 3 a e c c im TAB. 2.24 Schema dei campi di impiego delle diverse tipologie di briglie in massi (da Lenzi et al., 2000; modificata) Briglie in massi consolidate con calcestruzzo (step, riffe step artificiali) Briglie in massi a secco (step, riffe step artificiali) c Briglie con scheletro in calcestruzzo, rivestite in massi legati CARATTERISTICHE TRATTO DI TORRENTE DA SISTEMARE Pendenze: ,12-14% Pendenze ,18-20% Pendenze ,18-20% Granulometria del materiale superficiale: ampia (eterogenea) presenza consistente di massi di grosse dimensioni Granulometria del materiale superficiale: graduata prevalenza di ghiaia e ciottoli; presenza anche di certa quantità di massi Granulometria del materiale superficiale: anche piuttosto uniforme prevalenza di sabbia, ghiaia e ciottoli; anche qualche masso Morfologia: non alterata da precedenti interventi presenza di sequenze a step pool Trasporto solido: di fondo Morfologia: poco alterata da precedenti interventi presenza di brevi sequenze a step pool Morfologia: già alterata da precedenti interventi alveo poco strutturato Trasporto solido: di fondo iperconcentrato Trasporto solido: di fondo iperconcentrato colate detritiche Media o scarsa disponibilità di massi sul posto Abbondante presenza di grossi Discreta disponibilità di massi sul posto massi sul posto Naturale Agricolo d m le in a tr AMBIENTE CIRCOSTANTE LE SISTEMAZIONI Naturale, Agricolo Urbanizzato Poco urbanizzato GRADO DI SICUREZZA RICHIESTO Tempi di ritorno: 20-30 anni L02_3_CorsiAcqua.indd 144 Tempi di ritorno: 30-50 anni 3 li e S d a F g fl s l Tempi di ritorno: .50 anni 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna