SEZIONE L

L 148 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Palificata doppia, viva, di sostegno. Sistemazione finalizzata alla difesa al piede di una sponda, costituita da una scogliera in massi, vincolati con funi d acciaio a pali infissi in alveo. La palificata è formata da tondame infisso nel terreno della sponda, alternato a tondame disposto longitudinalmente alla sponda; il tutto viene riempito con elementi lapidei e, nella parte superiore, sono collocate talee di salice (Fig. 2.91). Terreno di riporto Tondame scortecciato con interasse 150 cm e [ 20 cm Riempimento della palificata con pietrame e materiale di riporto Ramaglia p m c 120 cm , 200 cm 200 cm , 10° , 80 cm 150 cm 3 m to z o tr Fila continua realizzata con massi Palo in legno o profilato con interasse di 500 cm e [ 20 cm 1 FIG. 2.91 Schema di palificata doppia viva di sostegno, protetta al piede da una scogliera in massi. Pennelli o repellenti. Opere essenzialmente trasversali alla direzione della corrente, ma con funzione di protezione spondale. Realizzati in massi o legname misto a massi, in genere nei tratti di torrente di fondovalle, a pendenza modesta e sezioni piuttosto ampie. I pennelli sono disposti a monte della zona da proteggere e realizzati singoli o in serie e in direzione ortogonale alla corrente (se in serie) o leggermente nel verso di direzione del flusso, lungo un tratto di sponda in una zona di curvatura dove l energia della corrente risulta elevata. Essi devono resistere alla spinta idrodinamica ed essere ben ammorsati alla sponda. La funzione è quella di convogliare la corrente verso il centro alveo, limitandone così il suo potere erosivo lungo la sponda. Realizzati in pietrame di grosse dimensioni, disposti a secco o cementati. Esistono anche pennelli realizzati in gabbioni. dimensionamento. La lunghezza totale del pennello è data da una porzione ammorsata alla sponda (L1) e da una sporgente nell alveo (L2); essendo Ybk la profondità della corrente a piene rive (o al bankfull) e B la larghezza a piene rive, in genere si assume che: Ybk , L2 , B/4 ; L1 è, in genere, assunto pari a circa L2 /4; L interdistanza tra i pennelli, misurata lungo la loro inserzione alla sponda, è funzio- ne della lunghezza dei pennelli e dell orientamento rispetto alla sponda. In genere, L02_3_CorsiAcqua.indd 148 5/31/18 8:12 AM 2 S e P t

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna