3.3.4 Opere di controllo delle alluvioni solide (trasporto

I di so ti e, i, o o di a e n- o e e oe, SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 149 l interdistanza è pari a circa 4-6 volte L2 nei tratti rettilinei e a 2,5-4 volte L2 nei tratti curvilinei; Erosione localizzata alla testa del pennello: basilare per il funzionamento dei pennelli; la profondità di erosione può essere stimata attraverso la relazione: Sc 5 0,855 Yo 3 4,17 1 ln 1 Q1/Q 2 4 e 10,0028 a20,24 k2 dove: S c 5 profondità dell erosione localizzata; Yo 5 profondità della corrente in corrispondenza della testa del pennello; a 5 angolo formato a monte del pennello e direzione della corrente; k 5 pendenza del fianco del pennello (per pennelli verticali, k = 0); Q1 5 portata liquida che transita attraverso la sezione trasversale occupata dal pennello; Q 5 portata liquida totale transitante. Il coronamento del pennello, realizzato declive verso l estremità in alveo, se posto a protezione della sponda deve essere non sommergibile dalle portate di piena; se sommerso, l acqua tracimante potrebbe erodere la sponda a valle del pennello, provocando col tempo lo scalzamento del manufatto e l erosione della sponda stessa. 3.3.4 Opere di controllo delle alluvioni solide (trasporto solido e trasporto di massa). In presenza di corsi d acqua nei quali dominano processi quali elevato trasporto solido al fondo, correnti iperconcentrate, colate detritiche, gli interventi di sistemazione sono volti alla difesa delle zone a valle, più che alla stabilizzazione del fondo alveo o delle sponde e, perciò, a ridurre i rischi di danno arrecati dall impatto dei sedimenti trasportati. La mitigazione del rischio avviene attraverso metodi passivi e metodi attivi. 1. Metodi passivi: sistemi di allarme; opere di intercettazione e controllo del flusso: bacini di trattenuta (piazze di depo- sito), cunettoni, briglie aperte. 2. Metodi attivi: prevenzione del pericolo: interventi estensivi sui versanti instabili; manutenzione L del territorio; riduzione del pericolo di accadimento del fenomeno: consolidamento dell alveo nelle zone di innesco. chema semplificato di difese attive e passive lungo un torrente da colata o S elevato trasporto. Da monte verso valle si procede in sequenza. Opere di stabilizzazione di massi (attive) 1 opere di consolidamento alveo (attive) 1 briglia frangicolata o di trattenuta (passiva) 1 cunettone (passiva) 1 piazza di deposito (passiva) rogettazione di opere di controllo dei fenomeni di intenso trasporto solido e/o P trasporto di massa. Studi preliminari: studio di bacino, analisi idrologiche, geologiche, sedimentologiche. Definizione di ipotesi di progetto: localizzazione delle opere, tipologia, ecc. Progettazione idraulica (dimensionamento delle opere). Progettazione strutturale. Rientrano in questo tipo di interventi opere quali le briglie di trattenuta aperte. L02_3_CorsiAcqua.indd 149 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna