SEZIONE L

L 150 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI briglie di trattenuta (briglie aperte o filtranti). Funzione di trattenere gran parte del materiale veicolato da una colata o da un elevato trasporto al fondo a monte della struttura. I meccanismi di trattenuta sono: idraulici con sedimentazione a monte dell opera e trattenimento delle frazioni più grossolane; meccanici: dovuti alla presenza del filtro. La presenza del filtro in una briglia aperta determina più funzioni: selezionare il sedimento (briglie selettive di trattenuta, filtranti sorting): a differenza delle briglie tradizionali, la trattenuta non è totale, per cui a monte dell opera viene arrestata solo la frazione più grossolana, trasportata durante eventi di piena intensi o colativi, mentre le frazioni di piccole e medie dimensioni vengono smaltite a valle, in genere durante la fase calante della piena (presenza di luci e/o fessure); regolare (laminare) il trasporto solido (briglie a fessura dosing): attenuazione dei picchi di piena liquidi e solidi; trattenuta temporanea e restituzione a valle in tempi differiti (teoricamente l opera è autovuotante); frangere le colate (briglie frangicolata): riduzione dell energia di impatto delle colate detritiche. Funzioni combinate: consolidamento 1 selezione; consolidamento 1 laminazione; selezione 1 frangicolata. In base alla loro funzione, le tipologie più comuni sono (Fig. 2.92): a fessura: la parte centrale della gaveta è formata da una stretta fessura che interessa l intero corpo dell opera, potendo raggiungere, all occorrenza, la base del manufatto (Fig. 2.92 a); a finestra: presenta una o più aperture rettangolari sviluppate in senso orizzontale, situate nel corpo briglia sotto la gaveta; l azione di trattenuta e di selezione del sedimento avviene solo in presenza di piene di una certa entità, mentre per le portate di magra e di morbida il passaggio del materiale solido risulta pressoché indisturbato (Fig. 2.92 b); a pettine: costituite da una serie di profilati verticali in acciaio, fissati in uno zoccolo di calcestruzzo; la gaveta è assente (Fig. 2.92 c); a reticolo: briglia selettiva, in cui la sezione di deflusso (costituita da una griglia in acciaio) interessa l intero corpo dell opera fino alla sua base (Fig. 2.92 d). a b c d e FIG. 2.92 Tipologie di briglia aperta: a fessura (a); a finestra (b); a pettine (c); a reticolo (d) (da Benini, 1990). L02_3_CorsiAcqua.indd 150 5/31/18 8:12 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna