SEZIONE L

I el ta o. a e o n ei pi e a o io e o n SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 151 Le varie fasi di realizzazione sono esposte di seguito. a. Progettazione di una briglia di trattenuta: individuazione del tipo di trasporto solido dominante; quantificazione del trasporto solido (Gs , Qs); individuazione delle aree a rischio; scelta del luogo di posizionamento dell opera; progettazione della struttura; progettazione della parte aperta e del filtro; verifiche idrauliche e verifiche di stabilità (spinta di una colata 5 10 volte la spinta dell acqua). b. Scelta del luogo di costruzione: luogo idoneo: apice del conoide, possibilmente in gola rocciosa. Posizionare l ope- ra in una zona in cui a monte vi sia un allargamento che consenta l accumulo di un volume elevato di sedimento; realizzare comunque la briglia sempre a monte dei tratti da difendere e/o delle aree a rischio (es. centri abitati); accessibilità all invaso a monte dell opera per operazioni di manutenzione e svaso; se possibile, eseguire l opera a valle di un tratto con pendenza inferiore alla media del torrente e larghezza superiore alla media: necessità di ottenere un maggior volume di invaso possibile e minori spinte dinamiche della corrente sulla struttura; scegliere, dove possibile, un luogo nascosto o, comunque, dal ridotto impatto ambientale. c. Progettazione di forma e struttura (condizionate dal luogo di costruzione): opera in gola rocciosa: struttura ad arco; opera in restringimento della valle con sponde stabili: struttura rettilinea, con even- tuali contrafforti a valle e/o a monte; opera con struttura più alta e robusta di una briglia di consolidamento, a causa delle maggiori sollecitazioni e degli elevati volumi di materiale da trattenere o laminare; il corpo dovrebbe essere sempre realizzato con contrafforti; quelli a valle servono per la stabilità statica, quelli a monte anche per un migliore funzionamento selettivo dei sedimenti e per assorbire le elevate spinte dinamiche; sotto la platea di fondazione: realizzare uno o più denti contro lo slittamento; drenaggi sotto la fondazione per eliminare le sottopressioni. L d. Progettazione della parte aperta e del filtro: è la parte più delicata della progetta- zione; la scelta del tipo di filtro (Tab. 2.25) dipende: dalle caratteristiche di torrenzialità del canale; dal grado e dal tipo di selettività da attribuire all opera (laminazionedosaggio, selezione, rottura delle colate detritiche). e. Dimensionamento delle aperture di una briglia filtrante: il dimensionamento deve essere tale da: favorire il deposito dei sedimenti più grossolani a monte dell opera durante la piena; garantire il passaggio delle frazioni granulometriche più fini, sia in piena sia in condizioni ordinarie; mantenere il più a lungo possibile la funzionalità idraulica, accentuando il rigurgito a monte dell opera durante la piena. L02_3_CorsiAcqua.indd 151 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna