SEZIONE L

I p- ; e a, a o a n o oo SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 153 a. Veicolare il sedimento trasportato (trasporto al fondo e/o colate detritiche) in modo rapido verso l immissione nel corso d acqua principale. Sistemazioni mediante cunettone vengono realizzate in genere lungo i conoidi nei tratti di attraversamento di centri abitati, in zone dove la pendenza del conoide, spesso più bassa dei tratti di monte, tenderebbe a depositare il sedimento (zone di rallentamento e deposito) con rischi di alluvionamento. Nei tratti di trasporto i cunettoni sono realizzati a valle delle opere di trattenuta. b. Evitare l approfondimento del fondo rendendo inerodibile l alveo attraverso il rivestimento del letto in un tratto di scavo, in genere con pendenze elevate. Soluzione adottata qualora non si voglia alzare il profilo con briglie in sequenza. Nel caso di irrigidimento totale, il fondo e le sponde del cunettone possono essere rivestiti in: calcestruzzo, vecchia soluzione, impattante sull ambiente, con sponde verticali; pietrame, a secco o immerso in un letto di calcestruzzo (scarpa delle sponde: 1:1); soluzione più recente e frequente, spesso questa tipologia è prevista assieme alla presenza di soglie di fondo in massi. La soluzione in massi a secco necessita della messa in posa di elementi lapidei di grosse dimensioni, tali da resistere alle sollecitazioni e alle forze di trascinamento della corrente; legname e pietrame, realizzato con pali inclinati (sponde) e verticali di sostegno della struttura; le sponde e il fondo successivamente sono rivestiti in pietrame. Soluzione che crea un migliore inserimento paesaggistico; spesso questa tipologia si accompagna alla presenza di soglie di fondo in legname. In tratti di scavo con pendenze elevate si adottano sezioni rivestite completamente in pietrame resistente all abrasione, legate con cemento sopra un letto in calcestruzzo, sia nel fondo che lungo le sponde (muri di sponda). Evitare di raggiungere velocità elevate (.8 m/s); in tal caso, eseguire dei salti di fondo per ridurre l energia della corrente. Canalizzazioni a valle di opere di trattenuta tratti di trasporto. I tratti di traspor- L to sono realizzati a valle delle opere di trattenuta e selezione del trasporto solido, in genere nella parte inferiore del collettore (zona conoide), dove le pendenze sono minori che a monte e la tendenza sarebbe quella di decelerazione e deposito (decelerazione: 3 , i , 10°; deposizione: i , 3°). Sezioni di deflusso raccolte favoriscono il movimento del materiale: B/Y , 5 1 8° # a # 12° e B/Y . 5 1 10° # a # 20° Evitare salti di fondo nel cunettone e brusche deviazioni: queste favorirebbero il rallentamento del flusso e l intasamento della sezione del cunettone. Sezione di deflusso ottimale per lo smaltimento di una colata: a corda molle, con B/Y , 5 i . 15% Presenza di curvature: sopraelevazione (DY ) all estradosso: DY 5 kBv2 dove: Rg R 5 raggio idraulico della sezione; v 5 velocità media del flusso; k 5 2,0-2,5 5 funzione della viscosità e dell assortimento granulometrico (per l acqua: k 5 1). L02_3_CorsiAcqua.indd 153 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna