3.4 Sistemazione dei versanti – interventi estensivi

L 154 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI 3.4 Sistemazione dei versanti interventi estensivi e 3.4.1 Fenomeni di erosione nei bacini idrografici: produzione di sedimento. Sulla base dell equazione proposta da Wischmeier e Smith (1965), denominata equazione universale di Wischmeier, si ha: W 5 R # K # L # iv # C # P dove: W 5 perdita annua di terreno (in t/ha); R 5 indice di aggressività della pioggia; K 5 fattore di erodibilità del suolo, funzione delle caratteristiche del terreno; L e S 5 parametri relativi alla lunghezza (L) e alla pendenza (iv) del versante; C 5 fattore legato al tipo di utilizzazione del suolo; P 5 fattore legato agli effetti degli interventi sistematori. Limitatamente ai bacini montani, Gavrilovic ha sviluppato l equazione: u 1 2 F s 1 W 5 3,14 T h A "E 3 dove: W 5 perdita annua media di sedimento (in m3); T 5 parametro funzione della temperatura; h 5 altezza media annua di precipitazione (in mm); A 5 area del bacino imbrifero (in km2); E 5 coefficiente di erosione relativa, dipendente dal tipo di copertura, struttura litologica e pedologica del bacino, pendenza media del bacino e grado di erosione del suolo. 3.4.2 Fenomeni di dissesto. La sistemazione dei versanti viene prevista in presenza di fenomeni che ne compromettono la stabilità. La stabilità di un versante dipende da vari fattori interdipendenti tra loro, quali le caratteristiche geolitologiche, la morfologia del versante e l idrografia del territorio. Tra i fenomeni di dissesto idrogeologico di un versante rientrano: 2 3 4 5 i processi erosivi causati dallo scorrimento superficiale e sottosuperficiale delle acque; tutte le tipologie di frana. I principali fattori che condizionano la stabilità di un versante sono: a. f attori litologici: i versanti in roccia si comportano in modo differente rispetto a quelli costituiti da materiale sciolto; b. f attori strutturali: la disposizione nello spazio degli strati (orizzontali, a reggipoggio, a franapoggio) determina la maggiore o minore possibilità di instabilità; c. f attori morfologici: acclività (minore è la pendenza del versante, maggiore è la sua stabilità) (Tab. 2.26); conformazione (una pendenza uniforme rende il versante maggiormente dilavabile dall acqua; un versante con forma a displuvio è più stabile rispetto a uno con forma a compluvio); altezza: più è alto il versante, minore è la sua stabilità; d. f attori idrogeologici: permeabilità (maggiore è la permeabilità, maggiore risulta la stabilità del versante); vegetazione (un versante vegetato è più stabile di uno nudo); L02_3_CorsiAcqua.indd 154 5/31/18 8:12 AM F d 1 2

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna