3.4.3 Frane: descrizione e classificazione

L 156 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI 3.4.3 Frane: descrizione e classificazione. Sono movimenti di strati di terreno superficiali o profondi e possono essere classificati in 5 gruppi: frane da dilavamento: innescate per saturazione idrica dello strato superficiale di suolo; frane di cedimento e scoscendimento: innescate per saturazione idrica più pro- fonda; frane per slittamento o scivolamento: quando l infiltrazione idrica raggiunge stra- ti profondi; frane per rotolamento: ammassi incoerenti di materiale; frane per crollo: assenza di resistenza interna di un versante roccioso, perdita d ap- poggio del piede. Nelle Tabelle 2.27 e 2.28 vengono classificate le frane sulla base della tipologia di movimento (Tab. 2.27) e in funzione della loro velocità di movimento. TAB. 2.27 Tipologia di frane (da Cruden e Varnes, 1996) Tipologia di movimento Tipo di materiale Roccia Crollo Ribaltamento Scivolamento rotazionale Crollo di roccia Ribaltamento di roccia Scivolamento rotazionale di roccia Scivolamento traslazionale Scivolamento traslativo di roccia Espansione laterale Espansione laterale di roccia Colamento Deformazione profonda da creep in roccia Detrito Terra Crollo di detrito Ribaltamento di detrito Scivolamento di detrito Crollo di terra Ribaltamento di terra Scivolamento di terra Scivolamento traslativo di detrito Spandimento laterale di detrito Colata detritica Scivolamento traslativo di terra Spandimento laterale di terra Colata di terra Elementi caratteristici di una frana (Figg. 2.93 e 2.94) Scarpata principale: superficie delimitante l area circostante la parte sommitale della frana. Testata: le porzioni più alte del materiale di frana. Punto sommitale: punto più alto del limite tra materiale movimentato e scarpata F principale. F pata principale. Unghia: margine del materiale spostato, localizzato alla maggiore distanza dalla scar Piede: zona di materiale mobiliz- zato localizzato a valle del margine inferiore della superficie di distacco. Corpo principale: insieme del materiale mobilizzato che ricopre la superficie di rottura, compresa tra scarpata principale e margine inferiore della superficie di distacco. L02_3_CorsiAcqua.indd 156 TAB. 2.28 Caratterizzazione dei movimenti franosi in funzione della loro celerità (da Cruden e Varnes, 1996) Classe di velocità 7 6 5 4 3 2 1 s Descrizione Velocità Estremamente rapida Molto rapida Rapida Moderata Lenta Molto lenta Estremamente lenta 5 m/s 3 m/min 1,8 m/h 13 m/mese 1,6 m/anno 16 m/anno ,5*1027 m/s 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna