SEZIONE L

L 158 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI condizione di equilibrio limite: forze di taglio (destabilizzanti) 5 forze resistenti (Res) P sen a 5 c A 1 P cos a tan f In caso di c 5 0: P sen a 5 P cos a tan f e quindi: tan a 5 tan f per cui: a 5 f T inclinazione del pendio (a) , angolo di attrito interno (f): massa stabile; inclinazione del pendio a . f: massa instabile 1 frana, scivolamento del pendio. fr p f attore di sicurezza (Fsic): t/P sen a P cos a tan f/P sen a f In condizioni di equilibrio limite (e c 5 0), si ha: a 5 f 1 Fsic 5 1. m a Condizioni di stabilità di un pendio. La stabilità dipende da tre fattori principali: in- clinazione del versante; angolo di attrito interno (f); coesione del materiale costituente il pendio (c), variabile a seconda del materiale di cui è costituito il pendio. Avremo: per terreni incoerenti (ghiaie, ciottoli, sabbie): coesione = 0; per pendii rocciosi: coesione altissima; per conglomerati, tufi, arenarie: coesione intermedia; per pendii limosi e argillosi (pseudocoerenti): la coesione è funzione del contenuto idrico. condizione di equilibrio limite di un pendio: gt h cos b sen b b 5 f gt h cos 2 b 1 c c da cui: gt h sen b 5 f gt h cos b 1 dove: cos b h 5 spessore strato di terreno, proiettato sulla verticale, poggiante su uno strato di scorrimento; gt 5 peso specifico del terreno (in N/m3); b 5 angolo di inclinazione del piano di scorrimento; f 5 coefficiente di attrito del pendio 5 tanf; c 5 coesione per unità di area del pendio. Si ha stabilità quando: f gt h cos2 b 1 c gt h cos b sen b $ 1,3 (fattore di sicurezza) Cause di instabilità dei pendii. I fenomeni franosi possono essere generati da: erosio- ne al piede del pendio; pendenza eccessiva; circolazione idrica superficiale; circolazione idrica in profondità. Le soluzioni adottabili per stabilizzare un pendio eroso al piede sono: realizzazione di difese spondali (muri di sostegno, scogliere); rimodellamento del pendio a monte; consolidamento del versante attraverso messa a dimora di piante erbacee o arbustive. L02_3_CorsiAcqua.indd 158 5/31/18 8:12 AM FI in di

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna