SEZIONE L

L 160 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI sistemazione vera e propria del corpo di frana: diminuzione della pendenza del pendio e stabilizzazione, mediante viminata, fascinate, ecc. o creazione di piccoli terrazzamenti; realizzazione di muretti a secco; realizzazione di drenaggi nel corpo frana disposti a spina di pesce lungo un collettore centrale e di fossetti per la raccolta dell acqua; realizzazione di un muro di sostegno al piede della frana; interventi antierosivi accessori: inerbimento e/o rimboschimento della zona di frana; piano di manutenzione degli interventi eseguiti, in particolare dei sistemi di drenaggio. frane profonde (di massa). Scorrimento di masse di terreno su strati profondi, lungo un piano di scorrimento. Importanti sono la pendenza e la tipologia del piano di scorrimento, mentre la pendenza del pendio può essere anche inferiore a quella di equilibrio. a. Cause di origine: variazioni di attrito e coesione in corrispondenza di uno strato profondo, il quale diventa piano di scorrimento per infiltrazione d acqua, aumento del peso del pendio, presenza di una variazione negli strati litologici: alterazione di uno stato di equilibrio; assenza di protezione al piede del versante (erosione al piede): alterazione di uno strato di equilibrio. c 1 il pendio tende a essere instabile e a franare Se gt h sen b . f gt h cos b 1 cos b 2 scivolamento; cause: diminuzione dei valori di c e f, dovuta a imbibizione degli strati e/o appesantimento del suolo. b. Sistemazione delle frane profonde: interventi costosi e spesso poco efficaci, soprattutto se il piano di scorrimento risulta assai profondo: per frane originate per erosione al piede del versante e con profondità limitata: realizzazione di muri di sostegno, la cui fondazione va realizzata sotto il piano di scorrimento; per frane causate da infiltrazioni di acqua: allontanamento mediante drenaggio perimetrale e di drenaggi profondi nel corpo della frana, nella direzione del moto della frana. L utilizzo dei drenaggi risulta più difficoltoso nei terreni argillosi, a causa dello scarso effetto (elevata resistenza al moto dell acqua nei pori). Sistemazione delle frane F renaggi. Sono i primi provvedimenti per consolidare una frana, poiché la circolaziod ne idrica è tra le cause principali di instabilità di un pendio. Esistono due tipologie di drenaggi. 1. Drenaggi superficiali (o a cielo aperto): impiegati per la sistemazione dei fenomeni erosivi superficiali; funzione di raccolta delle acque superficiali. Canalette o cunette con fondo possibilmente impermeabile, di forma semicircolare o trapezia, e rivestite in pietrame o ciottoli (resistenti all usura) (Fig. 2.96); attualmente vengono impiegate, perché meno costose e facili da mettere in opera, canalette in calcestruzzo prefabbricate, formate dall incastro di elementi singoli a sezione rettangolare. necessaria una continua manutenzione dei drenaggi, al fine di garantirne la buona funzionalità. L02_3_CorsiAcqua.indd 160 5/31/18 8:12 AM i

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna