SEZIONE L

I el li t- a; e- o io. e ndi o SISTEMAZIONE DEI CORSI D ACQUA L 161 2. Drenaggi profondi: hanno la funzione di raccogliere le acque infiltratesi nel suolo. I drenaggi dovrebbero essere posizionati a profondità non inferiori a 0,5-1,0 m dalla superficie di scorrimento, nella direzione di massima pendenza per facilitare lo smaltimento dell acqua intercettata; tuttavia, un buon assorbimento dell acqua infiltrata avviene anche senza raggiungere tale superficie. Realizzati da valle verso monte, in modo da dare la possibilità all acqua che si accumula di scaricarsi a valle, già in fase costruttiva. Per profondità limitate (,2 m), i drenaggi sono aperti e con pareti leggermente inclinate; per profondità maggiori (.2 m, max. 10-12 m), si realizzano drenaggi aperti con pareti verticali (larghezza 0,8-1,2 m). Alla base dei drenaggi si realizza un condotto per la raccolta e lo smaltimento dell acqua captata dal dreno oppure si lascia un apertura o si posizionano tubi in calcestruzzo (tubi porosi rivestiti in tessuto non tessuto, onde evitare l ostruzione dei pori). La parte del dreno superiore al condotto viene riempita con materiale drenante (pietrame e ghiaia, sormontata da uno strato di pietrisco (20-30 cm) e terra). Per elevate profondità si realizzano pozzi e gallerie (Fig. 2.96), costituiti da più pozzetti verticali (quadrati, lati: 1,2-1,5 m), collegati alla base a una galleria (sezione rettangolare: larghezza 1,0-1,5 m; altezza min. 1,8-2,0 m); soluzione molto onerosa e costosa, ma efficace nel prevenire una frana, più che nel consolidarla. a b ti o- L a: di ia a odi ni e e e, ia FIG. 2.96 Drenaggi a cunicolo (a) e profondi (pozzi o gallerie) (b) (da Benini, 1990). i sistemi di consolidamento delle frane superficiali Muretti a secco: adatti alla sistemazione di pendii incoerenti e con materiale gros- solano, i quali forniscono il materiale per la costruzione; strutture di altezza massima pari a 1 m, fondazione profonda 0,5 m e spessore da 0,5 a 0,8 m in sommità; leggera scarpa a valle. Muretti in gabbioni: in pendii incoerenti, ma con materiale non grossolano; maggior resistenza rispetto ai muretti a secco. Buona capacità di deformazione e di assestamento con la variazione del terreno. L02_3_CorsiAcqua.indd 161 5/31/18 8:12 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna