3.4.4 Sistemazione dei versanti con tecniche di ingegneria

L 162 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI muri di sostegno. Funzione di sostegno al piede di un versante eroso o in pendii con pendenza superiore all angolo di attrito interno del materiale. I muri sono soggetti a sollecitazione (spinta del terreno: spinta attiva St), applicata a un terzo dell altezza del w 1 p muro, cui il muro reagisce con il proprio peso: St 5 gt z 2 tan2 a 2 b dove: 2 2 2 z 5 altezza del muro. La presenza di sovraccarichi (p) sopra il terrapieno determina un ulteriore spinta orizzontale insistente sul muro e applicata a metà altezza del muro: S t9 5 p z tan2 a w p 2 b 2 2 Per evitare pressioni idrostatiche a tergo del muro, è necessario realizzare fori di drenaggio ponendo anche uno strato di materiale permeabile (drenaggio) tra terreno e muro. I muri possono essere: costruiti in massi a secco, pietrame legato con malta, gabbioni, calcestruzzo sem- plice (a gravità), a sezione trapezia; in calcestruzzo di cemento armato, più leggeri (minor sovraccarico sul terreno di fondazione). Soletta verticale a sezione rettangolare o trapezia e base di fondazione sporgente a monte (tipologia più comune) o a valle, o in entrambi i versi. 3.4.4 Sistemazione dei versanti con tecniche di ingegneria naturalistica. La sistemazione dei versanti può prevedere: s tabilizzazione di pendii contro l erosione, superficiale e/o profonda; sistemazione e stabilizzazione al piede di un versante. In entrambi i casi la sistemazione mediante tecniche di ingegneria naturalistica prevede l impiego di materiali organici (vegetazione erbacea e/o arbustiva, talee; materiale vegetale morto), inerti (ferro, acciaio e/o pietrame) e materiale di sintesi (griglie, reti sintetiche, fertilizzanti e collanti chimici). Il loro impiego dipende dalla finalità dell intervento e dall entità del dissesto. Stabilizzazione dei pendii semina a tappeto. Metodo più usato per la difesa dall erosione superficiale di un pendio, mediante semina di miscugli di piante erbacee adatte alla stazione, al tipo di terreno, all altitudine e alle condizioni climatiche. Su pendii sassosi e poco pendenti si preferisce la semina a spaglio (semi e concime); su pendii più ripidi si attua l idrosemina (semi 1 concime 1 collanti). A pendenze molto elevate si inseriscono spesso griglie sintetiche o reti di juta (atte a rivestire il terreno soggetto a erosione, a trattenere le sementi lungo i pendii instabili e a favorire il drenaggio). p iantagione su pendio. Sistemazione effettuata per garantire una stabilizzazione del pendio a maggiore profondità; dopo l inserimento della vegetazione erbacea, si prevede l impianto di latifoglie con capacità pollonifera, in genere separate tra loro di 1,0-1,5 m. L02_3_CorsiAcqua.indd 162 5/31/18 8:12 AM g im fr S a d c g s t m d d a r s c v li m s in m in s f T b F m d d u u c 1 te p q p m s r d tr

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna