SEZIONE L

L 164 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - IDRAULICA, IDROLOGIA E SISTEMAZIONI Vista di fronte Picchetto Filo di ferro Materiale ben ramificato per le fascine 6m Materiale di ancoraggio 100 cm 100 cm 100 cm Rami di salice con capacità di ricaccio Letto di ramaglia Gradone e movimento terra 1 2 p n le fi lo li g ( fu fi la r FIG. 2.99 Fascinata semplice. rata viva (Fig. 2.100). Impiegata per stabilizzare versanti franosi molto ripidi con g suolo compatto e coesivo. Si realizza una grata a maglie quadrate (lato 1,5-2,0 m) in tondame di larice (diametro 20-30 cm), disposto sulla superficie del pendio, fissato con pali di legno (h 5 1,0-1,5 m; diametro 2-3 cm). A monte degli elementi orizzontali vengono posizionate piantine di latifoglie. p alizzata in legname con talee. Tecnica di consolidamento superficiale adatta ai versanti ripidi; tale tecnica determina una riduzione della pendenza locale del terreno, grazie alla realizzazione di piccoli gradoni (h 5 0,3-0,4 m). La funzione stabilizzante attraverso la struttura di ancoraggio e l azione degli apparati radicali. All interno dei gradoni si dispone un tondo di legname in senso longitudinale (lunghezza 2,53,0 m), fissato al terreno con pali di legno (h 1,5 m; diametro 20 cm). A monte del tondame si collocano talee poi ricoperte da uno strato di terreno. L02_3_CorsiAcqua.indd 164 F S m p to tà a m i FIG. 2.100 Schema di una grata viva. 5/31/18 8:12 AM

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna