4.1 Aspetti dinamici della trasmissione del moto

g. è ba oo o e o; i- il e o e ao LAVORO, ENERGIA MECCANICA E POTENZA Nei moti rotatori la potenza è calcolabile in modo analogo, sostituendo al concetto di forza F quello di momento M, e al concetto di velocità media Vm quello di velocità angolare v: P5M#v Ricordando, poi, la conversione tra velocità angolare v (rad/s) e regime di rotazione n (giri/min), si ottiene: 2p # # P5 M n 5 0,105 # M # n 60 Poiché il watt rappresenta quantità di potenza molto basse, si è soliti utilizzare il suo multiplo kW (chilowatt): 1 kW 5 1000 W. Tuttavia, specie nel campo trattoristico, è ancora molto in uso un altra unità di misura non appartenente al sistema SI: il cavallo vapore (CV). La potenza di 1 CV corrisponde alla forza necessaria a sollevare una massa di 75 kg, esercitata alla velocità di 1 m/s. Pertanto, la forza in gioco rappresenta il peso G 5 (9,80 m/s2) ? (75 kg) 5 735 N. In base alle unità SI, si ottiene: P 5 G ? Vm 5 (735 N) (1 m/s) 5 735 W 5 0,735 kW Da cui le importanti conversioni: 1 CV 5 0,735 kW o l inverso 1 kW 5 1,36 CV Per il legame esistente tra potenza P e lavoro L si può anche scrivere L 5 P ? t. Ciò significa che il lavoro e, più in generale, qualunque forma di energia può anche essere espresso come prodotto tra una potenza ed un tempo. In particolare, si dice che un dispositivo in grado di erogare la potenza di 1 kW continuamente per 1 h genera un lavoro di 1 kWh (leggi chilowattora ): L 1 kWh 5 1 kW ? 1 h In modo analogo è definibile il cavallo-ora (CVh). Valgono le seguenti conversioni: o o a o a L 17 1 kWh 5 1,36 CVh 5 3600000 J 5 3600 kJ 5 3,6 MJ 4.1 Aspetti dinamici della trasmissione del moto. Come visto, un applicazione molto diffusa dei rotismi ordinari riguarda il cambio di velocità degli autoveicoli, trattori inclusi. In essi la potenza trasmessa rimane, al lordo dei rendimenti, costante e si verifica quindi: P 5 0,105 ? M1 ? n1 5 0,105 ? Mn ? nn Ricordando che t 5 nn /n1 e svolgendo le opportune sostituzioni si ottiene: Mn 5 L01_FisicaApplicata.indd 17 M1 t 6/14/18 4:56 PM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna