SEZIONE L

L 178 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Rappresentazione sintetica della variabile statistica. La doppia serie di numeri vista in precedenza, ovvero l istogramma, può descrivere perfettamente come il valore della statura si distribuisca fra gli individui della popolazione; si possono calcolare dei parametri che, pur non rappresentando compiutamente la variabile, danno delle informazioni globali sulle caratteristiche della distribuzione: questi parametri sono i momenti. I momenti che interessano maggiormente sono: Il momento di primo ordine: m1 1 X 2 5 a Xi fi i laddove Xi rappresenta i valori argomentali e fi le frequenze relative. Ovvero m1 1 X 2 5 a Xi F i D s c M l e p a i N h u to che prende il nome di valore medio o media ed è indicato con M. Il momento di secondo ordine: m2 1 X 2 5 a Xi2 fi i prende il nome di valore quadratico medio. Consideriamo ora la variabile statistica scarto: questa variabile si ottiene sottraendo a ogni argomento della variabile statistica il valore della media; si ha cioè: v i 5 Xi 2 M 1 X 2 Fondamentale è il momento di secondo ordine della variabile statistica scarto: esso assume il nome di varianza, è indicato con s 2 ed è dato da: s2 1 X 2 5 a vi fi 5 a 1 Xi 2 M 2 2fi i i Alla radice quadrata della varianza (s 2) si dà il nome di scarto quadratico medio (s o s.q.m.). s.q.m 5 s 5 6 2 a 1 Xi 2 M 2 fi i N Media e varianza forniscono un idea precisa sulle caratteristiche della distribuzione; la media indica genericamente qual è la posizione della variabile sulla scala dei valori X (in quanto i valori argomentali si distribuiscono intorno a tale valore), ma non dà ovviamente nessuna indicazione su come i valori si distribuiscano, pur permettendo di notare che in genere i valori argomentali si addensano intorno alla media, come se tutti gli individui della popolazione tendessero ad assumere questo valore. Le notizie globali valide sulla popolazione si hanno solo considerando insieme il valore della media e il valore della varianza e attribuendo a quest ultimo la possibilità di indicare la maggiore o minore dispersione dei valori argomentali intorno alla media. L03_1_Richiami di trigonometria.indd 178 5/31/18 8:16 AM s o n d 1 n a d e g a c ta s è d a

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna