SEZIONE L

L 180 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Legge empirica del caso. Si supponga di eseguire l estrazione a caso per un numero N di volte grande a piacere e di rimettere ogni volta l individuo estratto nella popolazione. Si possono organizzare statisticamente i risultati e giungere a una variabile statistica che definisce quante volte su N ogni valore argomentale si è presentato: s fr X1 X2 X3 X4 .. XN X c dove: Sf i9 5 1 f 19 f 29 f 39 f 49 .. fN opportuno chiamare variabile statistica campione quella ottenuta con i risultati dell estrazione a caso per distinguerla da quella ottenuta per censimento della popolazione. All aumentare del numero N di estrazioni a caso si può constatare: 1. che tutti i valori argomentali della popolazione sono presenti fra i risultati dell estrazione a caso; 2. che le frequenze relative della variabile statistica campione tendono a stabilizzarsi e a convergere verso il valore della frequenza della variabile statistica che definisce la distribuzione dell argomento tra gli individui della popolazione. Quanto espresso in precedenza esprime la legge empirica del caso. La variabile casuale. Da quanto espresso in precedenza, risulta che in generale nel caso di eventi aleatori non è mai prevedibile la modalità del verificarsi del singolo evento, mentre si può quasi sempre ottenere una buona previsione su come si distribuiscono i risultati di un grande numero di eventi. In altre parole, si può dire che il fenomeno aleatorio è conosciuto e pertanto tecnicamente dominabile, se ne è conosciuta la distribuzione ovvero se sono note le frequenze relative corrispondenti a ogni valore argomentale quando il numero di eventi o prove è molto alto. In sostanza si può affermare che scientificamente e tecnicamente i fenomeni aleatori sono definiti quando è nota la distribuzione che permette di prevedere i risultati di numerosi eventi o prove: la distribuzione che definisce un fenomeno aleatorio prende il nome di variabile casuale. La variabile casuale è formalmente identica a una variabile statistica: consta cioè di una serie di valori argomentali X1, X2, X3, ... Xn cui sono associate delle probabilità p1, p2, p3, ... pn, ognuna delle quali rappresenta il valore cui tende la frequenza relativa quando, con riferimento alle prove o all osservazione del fenomeno aleatorio, il numero di eventi cresce oltre ogni limite. evidente che la variabile casuale rappresentativa di un qualsiasi evento aleatorio, dotato di stabilità statistica, può essere sempre interpretato come la variabile statistica ottenuta facendo il censimento di un ipotetica popolazione di k individui, in cui kp1 individui hanno il valore argomentale X1, kp2 individui il valore argomentale X2 e così via; i risultati degli esperimenti si possono interpretare come estrazioni a caso eseguite su quella popolazione ipotetica. In questo caso si può dire che la variabile casuale rappresenta la distribuzione di una popolazione possibile. Poiché anche la variabile casuale rappresenta una distribuzione, ovvero una distribuzione di probabilità, tutte le definizioni e i significati esposti nel caso di una variabile L03_1_Richiami di trigonometria.indd 180 5/31/18 8:16 AM 1 m c c d p m la è r o d P s s d s la p d r n s S d c u e d

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna