SEZIONE L

el P. o e il r- TRIGONOMETRIA, CARTOGRAFIA, TOPOGRAFIA L 185 La longitudine terrestre (l) è definita come l angolo che il piano contenente il punto P e l asse di rotazione terrestre formano con un piano di riferimento rappresentato dal piano meridiano passante per Greenwich. Per giungere a un espressione matematica della forma della Terra, va ricordato come in ogni punto P della Terra esista una forza, detta forza di gravità, risultante della forza centrifuga generata dalla rotazione della Terra attorno al suo asse e dalla forza di attrazione newtoniana (Fig. 3.12). Il valore della forza centrifuga, generata dal moto di rotazione, sollecita la massa m del punto P ed è definito dall espressione f 5 ma 5 m v 2r dove r è la distanza del punto P dall asse di rotazione e v la velocità angolare. La forza di attrazione newtoniana che sollecita ogni punto P dotato di massa m ha un valore espresso dalla formula: mM F 5 G 2 dove: R G 5 costante di attrazione universale; M 5 massa della Terra supposta concentrata in un unico punto; R 5 distanza dal punto nel quale si suppone sia concentrata tutta la massa della Terra dal punto P. In ultima analisi, sulla massa concentrata in P agiscono due forze: F e f. La loro risultante è la forza di gravità: g5F1f La gravità g è un vettore che risulta variabile sulla superficie della Terra (e anche al suo interno da punto a punto) se si considera che è la risultante di due forze, a loro volta variabili da punto a punto. Approssimativamente alle nostre latitudini, si può assumere come valore di riferimento, 9,81 m/s2. Le linee curve del campo della gravità, la cui direzione cambia da punto a punto, definiscono nel loro complesso il campo gravitazionale che ammette un potenziale W. Questo fornisce una serie di superfici con la proprietà che in un loro punto la verticale è ad esse normale. Occorre sottolineare che, stante la non omogeneità della densità della massa terrestre e l irregolarità della sua forma, le linee di forza non sono rette, ma linee gobbe, aventi tuttavia raggi di prima e seconda curvatura estremamente grandi. Dato un punto della Terra (dentro o fuori di essa), la direzione della linea di forza della gravità, che passa per esso, è fornita dal filo a piombo. Tale direzione è di estrema importanza topografica, perché come predetto, è l unica direzione che si può individuare con facilità e sicurezza in ogni punto della Terra e quindi tutte le misure fanno riferimento a essa. I geodeti assunsero come superficie matematica di riferimento una superficie che è sempre perpendicolare alle linee di forza del campo gravitazionale; poiché di queste ne esistono infinite, la resero univoca imponendo che fosse quella passante per un determinato punto della Terra, costituito dal livello medio del mare in un punto ben preciso del porto di Genova (mareografo di Genova). Tale superficie prende il nome di geoide e può essere definita come la superficie che si ottiene prolungando al di sotto delle terre emerse la superficie del mare in quiete passante per il punto sopra definito. Il geoide è una superficie che ha un riscontro con la realtà fisica, offre la possibilità di determinare le quote dei punti L03_1_Richiami di trigonometria.indd 185 L 5/31/18 8:16 AM

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna