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L 186 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... della superficie fisica della Terra partendo dal livello del mare ed è quindi assumibile come superficie di riferimento per l altimetria. Ai vantaggi legati alla possibilità di una rappresentazione rigorosa in termini fisici, il geoide associa lo svantaggio di non essere rappresentabile da un equazione matematica operativa. Infatti, la sua equazione definita dall integrale del vettore forza di gravità esteso a tutta la massa terrestre, richiederebbe per la sua risoluzione la conoscenza precisa della densità della massa della Terra in ogni punto: ddadbdc V 5 G 333 31 x 2 a 2 2 1 1 y 2 b 2 2 1 1 z 2 c 2 2 4 1/2 Tale valore, come predetto, è noto solo in modo approssimativo e quindi l integrale non può essere correttamente calcolato rendendo di conseguenza l equazione del geoide non operativa. Il geoide non può essere preso in considerazione per il passaggio tra la superficie fisica della Terra e il piano della proiezione cartografica, poiché anche se fossimo in grado di definire la corrispondenza tra i punti della superficie fisica della Terra con quelli del geoide, non saremmo poi in grado di definire la corrispondenza fra i punti del geoide e quelli di un sistema cartesiano piano. Al fine di semplificare il problema, i geodeti ipotizzarono che la massa della Terra potesse essere distribuita (con adeguate approssimazioni) in modo simmetrico rispetto all asse di rotazione Z. Tale semplificazione portò alla trasformazione del geoide in uno sferoide, cioè in un solido di rotazione; quello passante per un punto prefissato del livello medio del mare prende il nome di sferoide terrestre e il suo massimo scostamento dal geoide non supera i 400 m. Peraltro lo sferoide (Fig. 3.13), in precedenza definito, si discosta poco da un ellissoide che è la superficie generata dalla rotazione, intorno all asse Z, di un ellisse di semiassi a e b uguali a quelli dello sferoide. L ellissoide ha un espressione matematica semplice e quindi si presta a mettere in corrispondenza i suoi punti con quelli di un sistema di coordinate cartesiane piane: x2 1 y2 z2 FIG. 3.13 Rappresentazione grafica di un ellissoide. 1 251 2 a c Nell espressione, a è il semiasse equatoriale dell ellissoide pari a 6.378.388 m, b è il semiasse polare dell ellissoide pari a 6.356.912 m, s è lo schiacciamento (rapporto (a 2 b)/a) e ha un valore di 0,003367. Storicamente sono stati utilizzati diversi ellissoidi, i più importanti dei quali sono stati impiegati nei rilievi di vaste zone del globo e sono i seguenti: Bessel 1.841 a 5 6.377.397 m s 5 1/299,2 Clarke 1.880 a 5 6.378.243 m s 5 1/293,5 Hermert 1.906 a 5 6.378.243 m s 5 1/298,3 Hayford 1.909 a 5 6.378.388 m s 5 1/297,0 Krossowsky 1.942 a 5 6.378.245 m s 5 1/298,3 L03_1_Richiami di trigonometria.indd 186 5/31/18 8:16 AM l n q d r d c a 1 r o in c r è il v la d d p m c z z s c s s d o S c c O m c o lu d

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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna