1.6.3 Campo geodetico e campo topografico

L 188 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... in O forma con la tangente al meridiano pure in O ; tale angolo prende il nome di azimut della geodetica in O (Fig. 3.15) Le coordinate geodetiche rettangolari si ottengono considerando la geodetica passante per P e normale al meridiano nel suo punto d incontro Q; le due coordinate X e Y sono, rispettivamente, le lunghezze degli archi OQ e PQ prese positivamente nel nostro emisfero se Q è a nord di O e se P è ad est del meridiano per O. d d q fr m a r d n o s r FIG. 3.15 Rappresentazione grafica di azimut. 1.6.3 Campo geodetico e campo topografico. Come si è detto in precedenza, esiste una ben chiara distinzione fra l effettiva superficie fisica della Terra, il geoide e l ellissoide di riferimento, con una precisa corrispondenza fra la prima e le altre due superfici. Le misure di angoli e distanze, necessarie per il calcolo delle coordinate dei singoli punti, vengono necessariamente effettuate sulla crosta terrestre; i calcoli relativi devono però essere eseguiti su elementi geometrici ottenuti dalla proiezione dei punti stessi sulla superficie di riferimento. Si definisce in generale, sfera osculatrice quella sfera che, nell intorno del punto P prescelto, si discosta il meno possibile dalla superficie primaria; nel caso dell ellissoide si dimostra che la sfera osculatrice ha raggio: R 5 "rN Nella quale r rappresenta il primo raggio di curvatura ovvero il raggio del meridiano passante per il punto P considerato e ivi calcolato e N rappresenta il secondo raggio di curvatura (grannormale), calcolato nello stesso punto P dell ellissoide ottenuto secando l ellissoide con un piano contenente la normale all ellissoide e perpendicolare al piano del meridiano. Esiste tutto un insieme di teoremi detti della geodesia operativa che ci consentono di affrontare e risolvere un problema di rilevante importanza, cioè il problema di stabilire se, quando e con quale approssimazione sia possibile sostituire all ellissoide superfici di riferimento più semplici e precisamente una sfera o un piano. Consideriamo una sfera di raggio R, tangente all ellissoide in un punto O, origine di una geodetica avente azimut; le coordinate del punto P1 appartenente all ellissoide e le coordinate del punto P2 appartenente alla sfera (entrambi evidentemente giacenti sulla perpendicolare condotta dal punto P del terreno) differiscono di quantità che possono essere calcolate utilizzando i predetti teoremi: le massime differenze fra le suddette coordinate, in funzione della lunghezza dell arco di geodetica s, sono: s (km) 50 100 150 200 Dx (mm) 3,47 27,74 93,62 226,35 (Dx)/s 0,07 1026 0,28 1026 0,62 1026 1,13 1026 Se teniamo presente che nelle misure lineari eseguite con i migliori metodi e con i mezzi più raffinati di cui disponiamo, non si può contare con sicurezza su una approssimazione maggiore di 1026 (approssimazione di 1 mm/km), possiamo verificare come le differenze relative fra le coordinate planimetriche di un punto sulla sfera e quelle L03_1_Richiami di trigonometria.indd 188 5/31/18 8:16 AM d d s e p q p s s a s d r d t p z d e e

SEZIONE L
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GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna