1.7 Cartografia

L 190 GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE AGRARIA - RILIEVO E RAPPRESENTAZIONE DEL... Considerato che per modeste distanze, dell ordine di 100 m, le differenze di quota possono essere misurate con precisioni dell ordine del decimo di mm, è evidente che anche per intorni del punto molto contenuti non può essere trascurata la curvatura della superficie di riferimento. 1.7 Cartografia. Una rappresentazione cartografica è un espressione analitica che stabilisce una corrispondenza biunivoca fra i punti della superficie terrestre, o di una parte di essa, e i punti di un piano opportunamente scelto. Consideriamo quindi un espressione del tipo: X 5 f1 (w, l) Y 5 f2 (w, l) che lega i punti della superficie terrestre di riferimento individuati dalle rispettive coordinate geografiche w e l con i punti della superficie piana a essi corrispondenti e localizzati dalle loro coordinate X e Y in un sistema di riferimento ortogonale. Per ottenere una rappresentazione cartografica di una certa zona terrestre sarà necessario ricavare due funzioni f1(w, l) e f2(w, l), tali che a ogni coppia di valori (w, l) facciano corrispondere una coppia (e una sola) di valori (X, Y ). Peraltro va ricordato, nel caso in cui si assuma l ellissoide o la sfera quale superficie terrestre di riferimento, che tali superfici non sono sviluppabili sul piano; quindi risulta impossibile, sia pure variando in ogni modo possibile la loro configurazione, farle combaciare su un piano senza che si verifichino strappi o sovrapposizioni . D altra parte la corrispondenza biunivoca indicata in precedenza implica che a ogni punto della superficie di riferimento corrisponda un punto e uno solo della superficie piana e quindi, di conseguenza, la superficie di riferimento per trasformarsi sul piano dovrà necessariamente subire dilatazioni o contrazioni oppure dilatazioni in certe zone e contrazioni in altre. In altri termini a una figura sulla superficie di riferimento di dimensioni finite, viene a corrispondere una figura sul piano deformata rispetto alla prima. Esistono però delle rappresentazioni che conservano le distanze secondo alcune direzioni particolari; altre rappresentazioni hanno la caratteristica di conservare gli angoli fra direzioni corrispondenti; altre rappresentazioni conservano le aree di figure infinitesime. In relazione a ciò possiamo fare una classificazione delle rappresentazioni cartografiche, che vengono chiamate: conformi o isogoniche, se conservano gli angoli fra direzioni corrispondenti; equivalenti, se conservano le aree fra figure corrispondenti; afilattiche, se non sono né conformi né equivalenti. Le deformazioni che la figura subisce nel passaggio dalla superficie della giacitura terrestre di riferimento al piano della carta, vengono misurate dai moduli di deforma zione, così definiti: modulo di deformazione lineare: m 5 ds*/ds modulo di deformazione superficiale: ms 5 ds*/ds modulo di deformazione angolare: ma 5 a* 2 a dove con l asterisco si indica l elemento sul piano della rappresentazione e senza l asterisco l elemento corrispondente sulla superficie di riferimento: con ms 5 1 si ha ds* 5 ds e la carta è equivalente con ma 5 0 si ha a* 5 a e la carta è conforme L03_1_Richiami di trigonometria.indd 190 5/31/18 8:16 AM s in b s o d p s s g t d fi ( s s v li z te p p r s im g n r r te le il

SEZIONE L
SEZIONE L
GENIO RURALE E MECCANIZZAZIONE...
L’Ingegneria agraria comprende tutte quelle discipline – scientifiche e tecniche – inerenti le opere di ingegneria applicata allo sviluppo dei sistemi agricoli e forestali, e le relative applicazioni, di principi e leggi, ai processi di gestione dei fenomeni territoriali e al governo delle tecnologie e tecniche applicate; ciò al fine di studiare, modellare e valorizzare i sistemi biologici per uno sviluppo sostenibile dell’agricoltura, della produzione alimentare, dell’uso del suolo e dell’ambiente.Fra i vari settori applicativi dell’ingegneria agraria e dei biosistemi vi sono le aree che convergono nelle denominazioni di Genio rurale e Meccanizzazione agraria; in particolare, quei settori che si concentrano sulle discipline relative al campo ingegneristico dei sistemi agrari, forestali e biologici, dell’Idraulica agraria, del Rilievo e rappresentazione del territorio, delle Costruzioni rurali e della Meccanica agraria.Questa Sezione L del Manuale dell’Agronomo è stata opportunamente organizzata per corrispondere al meglio a tutte le esigenze dei contenuti circoscritti nell’ambito sopra descritto.A cominciare dai richiami di Fisica applicata e in stretto parallelismo con gli aspetti normativi, di sicurezza e benessere, si passano in rassegna i vari ambiti operativi:– idraulica, idrologia, sistemazione dei corsi d’acqua, senza tralasciare gli aspetti della gestione delle risorse idriche, dell’ingegneria naturalistica e della tutela ambientale;– geodesia, topografia e cartografia, geomatica, telerilevamento e sistemi informativi territoriali orientati all’analisi, gestione e tutela, di territorio, paesaggio e ambiente;– controllo ambientale, energetica, progettualità e gestione di strutture e attrezzature di edifici, opifici rurali e relativa impiantistica;– meccanica, motoristica, macchine e meccanizzazione agricola, con relative applicazioni gestionali e informatiche.Tutto questo insieme di conoscenze validamente e trasversalmente integrate nei due contesti, sia di Sezione così come dell’intero Manuale, contribuisce a finalizzare concretamente la professione del tecnico operante nei vari ambiti del sistema agrorurale.Coordinamento di SezionePierluigi BonfantiRealizzazione e collaborazioniMatteo Barbari, Pierluigi Bonfanti, Federico Cazorzi, Roberto Chiambrando, Alessandro Chiumenti, Roberto Chiumenti, Francesco Da Borso, Pasquale Dal Sasso, Giancarlo Dalla Fontana, Vito Ferro, Rino Gubiani, Adolfo Gusman, Massimo Lazzari, Fabrizio Mazzetto, Elisabetta Peccol, Pietro Piccarolo, Franco Sangiorgi, Giacomo Scarascia Mugnozza, Paolo Zappavigna